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9/6/2008

SCIENZA

Il 10 settembre è in programma il Large Hadron Collider
Secondo alcuni scienziati "si rischia la fine del mondo"

Il rap degli scienziati
per il test sul Big Bang

Il Cern spiega in musica perché non bisogna avere paura

Il rap degli scienziati per il test sul Big Bang

La sala operativa del Cern

A pochi giorni dal discusso test del Large Hadron Collider (Lhc) a Ginevra, gli scienziati più giovani del CERN (Centro europeo per la ricerca) hanno messo in rete un video che a tempo di rap racconta l'esperimento e rassicurare la gente.

ASCOLTA IL RAP DEGLI SCIENZIATI

Perché le particelle elementari presentano masse diverse? Sappiamo che il 95% della massa dell'universo è costituita da materia diversa da quella ordinaria. Di che si tratta? In altre parole, cosa sono la materia e l'energia oscura? In termini per non addetti ai lavori, come ha avuto inizio l'universo? A queste ed altre domande i fisici di tutto il mondo sperano di trovare risposte esaurienti il 10 settembre.
In un tunnel di 27 chilometri di circonferenza, scavato tra 50 e 150 metri sotto terra tra le montagne del Giura francese e il lago di Ginevra in Svizzera, l'Lhc (Large hadron collider), il più grande e potente acceleratore di particelle esistente al mondo costato 6 miliardi di euro, farà scontrare due fasci di particelle atomiche che viaggiano in direzione opposte e ad altissima velocità (oltre il 99,9% della velocità della luce) generando temperature che supereranno un trilione di gradi Celsius (100 mila volte più alta di quella che esiste al centro del sole) e una pioggia di nuove particelle che verranno studiate dai fisici. In questo modo gli scienziati sperano di individuare le particelle dette bosoni di Higgs, che, per ora solo in teoria, avrebbero dato massa ad ogni altra particella esistente.

La collisione avverrà in quattro punti, in corrispondenza di quattro caverne in cui il tunnel si allarga in altrettante sale, o stazioni sperimentali, che ospitano le sedi dei rivelatori dei principali esperimenti di fisica delle particelle programmati dal Cern. E' infatti il Centro europeo per la ricerca nucleare, con sede a Ginevra, alla guida del più grande, ambizioso e costoso test scientifico di tutti i tempi, finanziato da venti paesi europei più gli Stati uniti ma che sta facendo discutere tra loro ricercatori di tutto il mondo.
Un gruppo di studiosi contrari all'esperimento, preoccupati dai rischi che potrebbe comportare il ricreare le condizioni che esistevano una frazione di secondo dopo il big bang che ha dato origine all'universo, qualche tempo fa si era rivolto alla Corte europea dei diritti umani denunciando gli Stati sponsor del progetto di violare il diritto al rispetto della vita privata e familiare, e chiedendo quindi la sospensione del test.

Il ricorso - comunque respinto - parla di mondo a rischio distruzione, di esperimento che potrebbe addirittura creare un mini buco nero che, nel giro di quattro anni, aumenterà di potenza e dimensioni fino a risucchiare in sé il pianeta stesso. Per fortuna questi scenari apocalittici sono molto lontani dalla realtà, anche perché - seppur in tono minore - è da trent'anni che si fanno test simili senza che siano state registrate conseguenze particolari.

Secondo il portavoce del Cern James Gillies, il ricorso non ha introdotto argomenti che non siano stati già stati esaminati in passato e se questi esperimenti fossero pericolosi già lo si saprebbe. Al Centro europeo per la ricerca nucleare sono convinti che non c'è nessun motivo per temere che la messa in opera dell'Lhc possa dar vita ad un buco nero, anche perché in natura - come quando i raggi cosmici colpiscono la terra - si producono continuamente collisioni di energia, persino più forti di quelle che saranno prodotte artificialmente dall'acceleratore.

(fonte: repubblica.it)

CRONACA - ITALIA

Presidio antifascista contro l'apertura della sede dell'associazione Cuore Nero
Gli incidenti al passaggio di un consigliere della Lega in camicia nera e fazzoletto verde

Milano, scontri polizia-centri sociali
davanti al Cimitero Maggiore

Milano, scontri polizia-centri sociali davanti al Cimitero Maggiore

Il presidio antifascista davanti al Cimitero Maggiore

MILANO - Momenti di tensione e scontri tra manifestanti dei centri sociali e polizia davanti al Cimitero Maggiore. Circa 500 persone, dalle 15 di oggi pomeriggio, stanno prendendo parte ad un presidio antifascista contro l'apertura della sede dell'associazione di estrema destra Cuore Nero, alla periferia nord di Milano.

Alla manifestazione partecipano giovani dei centri sociali, esponenti dell'Anpi, del Caf (comitati antifascisti) e Rifondazione comunista. La nuova sede del centro neofascista sta per essere aperta a poca distanza dal luogo dove doveva sorgere un centro della stessa associazione Cuore nero, distrutto però in un incendio doloso pochi mesi fa.

La scintilla che ha acceso gli animi dei manifestanti è scattata quando un anziano consigliere di zona della Lega Nord, Costante Ranzini, vestito con una camicia nera e un foulard verde, si è avvicinato alla zona della manifestazione. La polizia gli ha prima chiesto di allontanarsi, quindi i manifestanti hanno cercato di avvicinarsi all'uomo sfondando il cordone di polizia a protezione della piazza. Ne è nata una prima leggera carica in cui è anche scoppiato un petardo.

L'esponente del Carroccio si è quindi allontanato dichiarando: "E' una piazza libera". Poco dopo è partita una seconda carica tra i manifestanti e la polizia in cui sono partite anche alcune manganellate e delle bottiglie di vetro.

La seconda carica della polizia la racconta un esponente del centro sociale Torchiera: "E' partito tutto da una manganellata che mi ha tirato un celerino. Un compagno è stato colpito in faccia con una manganellata e lo abbiamo portato nella sede del centro tutto coperto di sangue. Anche altre persone sono state colpite". La situazione di tensione dopo un breve proclama dal palco da parte degli organizzatori della manifestazione è ritornata alla normalità. Il servizio d'ordine del centro sociale ha chiesto alla polizia di tenere lontani altri esponenti leghisti, che le scorse settimane hanno chiesto lo sgombero del Torchiera.

A poco meno di trecento metri di distanza, in via Pareto, i giovani del centro neofascista, circa una cinquantina, quasi tutti con i capelli rasati o cortissimi e in giubbotto nero, stazionano davanti alla nuova sede di Cuore nero. Il servizio d'ordine impedisce il passaggio di fotografi e operatori tv.
Gli organizzatori della manifestazione puntano il dito contro "il silenzio e l'indifferenza" dell'amministrazione comunale, colpevole, affermano, di non contrastare l'apertura della sede del gruppo di estrema destra: "E' inaccettabile che un gruppo neonazista possa tranquillamente aprire una spazio pubblico a Milano - afferma spiega il consigliere regionale di Rifondazione comunista Luciano Muhlbauer - noi ci batteremo perché vadano via da questo quartiere e affinché non abbiano cittadinanza nella città di Milano".

Il presidio è stato organizzato, spiega l'esponente di Rifondazione, contro "un centro di reclutamento e di iniziativa che si trova a pochi metri dal centro sociale Torchiera e a pochi centinaia di metri dal campo rom del Triboniano e di via Barzaghi. Tutto ciò - prosegue Muhlbauer - avviene nel silenzio e nell'indifferenza più totale degli amministratori milanesi, a partire dal vicesindaco e assessore alla Sicurezza De Corato".

(fonte: repubblica.it)

CRONACA- ITALIA

La mano della 'Ndrangheta
dietro la Salso delle Miss

Dagli anni '80 a oggi, viaggio nella città nascosta dove esponenti del clan Grande Aracri gestiscono cocaina, gioco d'azzardo e riciclaggio di denaro

di Stefania Parmeggiani

Lustrini, paillettes e "onorata società". La vetrina è Miss Italia: 103 bellissime ragazze che ondeggiano sui tacchi a spillo sognando una corona e le luci della ribalta. Ma a Salsomaggiore, dietro la facciata liberty e aristocratica delle terme Berzieri un altro mondo vive e si arricchisce nell'ombra. Cocaina, gioco d'azzardo, armi, manovalanza clandestina e imprese che riciclano denaro mentre costruiscono case, dipingono muri e restaurano palazzi.

Sono affari di famiglia, dei Dragone e dei Grande Aracri, che dopo avere messo le mani su Reggio Emilia e Piacenza hanno bussato alle porte di Parma, insediandosi stabilmente a Salsomaggiore, Fidenza, Brescello, nascosti in mezzo a quei cinquemila cutresi che in tutta la provincia vivono e lavorano onestamente.

Gli uomini di fiducia e il mercato della cocaina
E' iniziato tutto grazie a "uomini di fiducia" dei capobastone, persone in grado di acquistare e rivendere, da tutte e con tutte le organizzazioni criminali, grosse partite di droga. Uno su tutti Emilio Rossi, originario di Crotone ma residente nel reggiano, che a metà degli anni '90 riforniva la stragrande maggioranza dei piccoli spacciatori della provincia di Parma. E anche quando il suo nome finì travolto dalle inchieste giudiziarie e i Dragone messi in ginocchio dalle rivelazioni di un direttore di banca pentito, i cutresi continuarono a gestire i loro affari. Grazie a Nicolino Grande Aracri, "compare d'anello" al matrimonio di Raffaele Dragone, figlio del capo 'ndrina Antonio.

La Criminalpol sostiene che si spostasse di frequente da Brescello, dove vivevano due sue sorelle, verso Parma e Cremona dove, secondo un'indagine della Dda di Bologna del '96, vivevano suoi uomini di fiducia. Il suo mondo, fatto di legami di sangue e omertà, di silenzi e affari criminali, svegliò Salsomaggiore alla vigilia del 2000. Le notti erano territori strani, in cui a farla da padrone – secondo i proprietari di night e discoteche - erano giovani calabresi. Entravano, si servivano di donne e alcolici, senza mai pagare. I loro debiti, almeno in un caso, raggiunsero anche trenta milioni di lire. I gestori dei locali avevano iniziato ad assoldare buttafuori, ma negarono di avere subito estorsioni e ai carabinieri lamentarono solo di avere problemi con i calabresi: "Pretendevano di consumare senza pagare". Furono comunque ascoltati durante le indagini per l'omicidio del 16 luglio 1999, quando Salsomaggiore si svegliò durante la notte per l'esplosione di cinque colpi di pistola. L'ultimo, alla nuca, fu il colpo di grazia a Giuseppe Carceo.

L'omicidio Carceo
Che non vi fossero prove indubitabili su estorsioni e intimidazioni fu uno degli elementi che spinse la Corte d'Assise ad assolvere dall'accusa del 416 bis cinque imputati. In carcere, con una condanna a 22 anni per omicidio volontario, vi finì solo Domenico Mangone, un ragazzo che secondo l'accusa doveva "salire" di potere a Salsomaggiore. Suo fratello Leonardo, Gennaro Galli, Francesco Lamanna e Tommaso Carbone, tutti indagati, ne uscirono puliti. Eppure le trascrizioni delle intercettazioni ambientali e telefoniche a cui furono sottoposti nei mesi dopo gli omicidi, delineano un ambiente criminale vicinissimo a Cutro e ai Grande Aracri.

Pochi giorni prima dell'omicidio, nella casa dove Carceo viveva, fu organizzata una riunione per gestire "il territorio". Domenico Mangone e Gennaro Galli avrebbero dovuto occuparsi di Salsomaggiore, Carceo di Fiorenzuola. E la cosa non gli andò a genio. Ai suoi "amici" diceva sempre che le cose sarebbero dovute cambiare, che le strade bruciate dalle nuove leve sarebbero dovute ritornare in mano sua. Ci stava quasi riuscendo se è vero che prima di essere ammazzato aveva trovato appoggi importanti negli uomini che gestivano la cocaina tra Parma-Salso e Fidenza.

Nelle intercettazioni si parla anche "di ambasciate", di emissari inviati a Cutro per sapere cosa ne pensasse di lui Nicola Grande Aracri, se era vero che avesse perso la sua fiducia o meno. Non l'aveva persa, a quanto si chiacchierava in quegli ambienti, anzi… Tutto il contrario: "Noi Pino Carceo lo rispettiamo sia per quello che è, sia per quello che fa". Rispettato ma ucciso da Domenico Mangone, parente di quel Giovanni Trapasso, coinvolto nell'agguato che nel 2004 uccise Antonio Dragone di ritorno da San Leonardo di Cutro dopo una riunione.

Tensioni tra cosche

La tensione non è mai scesa: le lotte intestine all'"onorata società" fra i Grande Aracri alleati con i Nicoscia contro i Dragone e gli Arena, si sono avvertire anche in Emilia dove continuano ad essere arrestati e segnalati latitanti, dove – con la scusa dei soggiorni termali – alcuni boss in libertà vigilata si trasferiscono in alberghi di "amici", dove ci sarebbe un mercato "florido" e in attesa di riorganizzazione. Le fonti di approvvigionamento degli spacciatori di cocaina a Parma, città in cui i consumatori presunti sono almeno tremila, sono per la quasi totalità calabresi. I Mancuso e i loro depositi "milanesi" da una parte, i cutresi di Salsomaggiore, Fidenza e Brescello dall'altra.

Gli incendi di auto

Un altro mondo, costruito sui legami di sangue e abituato a muoversi nel silenzio, vive all'ombra della città-vetrina. A ricordare, che oltre a paillettes e lustrini, ci sono le mani sporche dell'onorata società intervengono gli incendi di auto. Divampano di notte e sono "sospetti casi di dolo", ricordano le "imboscate" di cui si parlava ai tempi di Carceo, gli anni bui in cui, a seguito di controlli in alcune aziende edili della città, andarono a fuoco le auto di diversi uomini delle forze dell'ordine. I carabinieri erano visti come rappresentanti dello Stato, i loro beni andavano dati alle fiamme. Recentemente gli incendi sospetti sono quasi tutti ad autovetture di cutresi.

Cocaina e nuovi collaboratori di giustizia
Qualcosa, nei delicati equilibri tra n'drine e rappresentanti delle stesse cosche, sta cambiando. Parte del velo sta cadendo, rotto da Angelo Salvatore Cortese, 43 anni, esponente di spicco della criminalità cutrese trapiantata in Emilia. Arrestato il 28 dicembre scorso dai carabinieri di Zibello per armi, ha deciso di collaborare con la giustizia. Il suo nome era già comparso nelle indagini sulla guerra di Mafia che insanguinò Reggio Emilia negli anni '90. Imputato in Calabria nel processo "Scacco Matto" e in Emilia-Romagna per i delitti Ruggero e Vasapollo, è considerato l'uomo che, acquistando grosse partite di cocaina da esponenti della 'ndrangheta di Modena, riforniva di polvere bianca gli spacciatori di Parma e provincia, uomini sia della criminalità locale, che di altre organizzazioni criminali. Nei primi mesi del 2008 ha annunciato di volere rompere il silenzio. Se andrà fino in fondo potrebbe svelare molti segreti sugli affari che le cosche hanno a Reggio Emilia, Modena e Parma, in particolare sul riciclaggio dei capitali prodotti dalla cocaina.

(fonte: repubblica.it)

POLITICA - ESTERI

Il vedovo di Benazir Bhutto (Partito Popolare) è il nuovo presidente
Voto insanguinato: kamikaze si scaglia contro check-point e fa una strage

Pakistan, eletto Asif Ali Zardari
Autobomba a Peshawar, 30 morti

Pakistan, eletto Asif Ali Zardari Autobomba a Peshawar, 30 morti

Peshawar, un ferito soccorso dopo l'attentato

PESHAWAR - Asif Ali Zardari, vedovo di Benazir Bhutto, è il nuovo presidente del Pakistan. Il leader del partito popolare, 53 anni, ha raccolto oltre il 60% dei suffragi, assicurandosi, secondo i primi dati diffusi, non ancora ufficiali, 481 voti su un totale di 702, ben oltre i 352 necessari per l'elezione.

"E' la vittoria del sogno di Benazir di un sistema democratico" ha commentato la portavoce del Partito popolare, Farzana Raja. l nuovo presidente ha ottenuto tutti i 65 voti dell'assemblea del Sindh, da cui proviene la famiglia Bhutto, 56 su 65 nella Provincia della frontiera nordoccidentale, 59 su 65 nel Beluchistan e 22 su 65 nel Punjab, la provincia dell'ex alleato di governo Nawaz Sharif.

Nessuna sorpresa quindi, e la consultazione è andata come tutti si attendevano. Ma il voto è stato funestato da un grave attentato: questa mattina a Peshawar, nel nordovest del Paese, un kamikaze ha lanciato un'autobomba contro un posto di blocco provocando almeno trenta morti e diversi feriti. L'esplosione, avvenuta a Zangi, sulla Kohat Road, ha causato il crollo di alcuni edifici circostanti tra cui un mercato coperto. Molti poliziotti e civili sono ancora sotto le macerie.

Peshawar è stata spesso teatro di attentati dei miliziani di Al Qaeda. In Pakistan, negli ultimi dodici mesi, gli attacchi terroristici hanno provocato 1200 morti. Lo stesso neo presidente, Asif Ali Zardari, proprio mercoledì scorso era scampato ad un attentato.

Un passato di ombre accompagna il neo-presidente: figura controversa, accusato di corruzione e soprannominato "Mr. 10%" a causa delle tangenti che, dicono i suoi detrattori, pretendeva sui lavori di governo realizzati dalla moglie Benazir, di cui è stato ministro due volte. Figlio di un proprietario di cinema, fama da seduttore, Zardari sposò Benazir Bhutto una ventina d'anni fa con un matrimonio combinato.

Sempre all'ombra della famosa moglie, molto meno popolare di lei, Zardari ha passato diversi anni in carcere con accuse di corruzione, riciclaggio di denaro sporco e perfino omicidio, per la morte del cognato Murtaza Buttho.

Dopo la scarcerazione andò a Londra, da dove è tornato in patria nell'ottobre 2007 insieme alla moglie in virtù dell'ordinanza di Musharraf che cancellava tutti i reati commessi da burocrati e politici dal 1988 al 1999. L'uccisione di Benazir il 27 dicembre 2007 lo ha portato alla ribalta nonostante il testamento politico della leader indicasse il giovane figlio Bilawal come successore: Zardari si è rapidamente imposto nel Partito del Popolo Pachistano (Ppp) fino ad assumere il ruolo di co-presidente, insieme al figlio, da sempre considerato dalla madre il suo vero erede spirituale.

(fonte: repubblica.it)

SCIENZA - SPAZIO

Si discute il rinnovo dell'"eccezione legislativa" che permette
alla Nasa di assicurarsi posti sulle Soyuz per i propri uomini

Tempi duri per gli astronauti Usa
nel 2011 potrebbero lasciare la Iss

Pesano i difficili rapporti tra Russia e Stati Uniti dopo i fatti della Georgia

Tempi duri per gli astronauti Usa nel 2011 potrebbero lasciare la Iss

DALLA FINE del 2011 gli americani potrebbero essere costretti a far rientrare i propri astronauti dalla ISS, la Stazione spaziale internazionale, lasciandola completamente nelle mani dei russi ed eventualmente degli europei. Una situazione che potrebbe protrarsi nel tempo per un periodo difficile da prevedere. Un'"eccezione legislativa" che permette alla Nasa di comperare posti sulla navicella Soyuz, infatti, potrebbe venire meno nei prossimi mesi e di conseguenza gli astronauti americani non avranno la possibilità di raggiungere la ISS. Dal 2010 infatti, la Nasa ha decretato la fine dell'uso degli Space Shuttle e fino al 2014-15, quando sarà pronto il razzo Ares e la capsula Orion che sostituiranno le navette, ha come un'unica strada per raggiungere lo spazio l'affitto delle capsule russe. Ma se si vuole un posto a bordo della Soyuz bisogna prenotare con almeno 3 anni di anticipo. Ora, secondo Mike Griffin, amministratore capo della Nasa è difficile che l'"eccezione legislativa" venga rinnovata entro l'inizio del 2009 e ciò soprattutto in seguito ai difficili rapporti che si sono creati tra Russia e Stati Uniti dopo i fatti legati alla Georgia. "Se vogliamo quei posti, dobbiamo assolutamente prenotarli entro l'inizio del 2009, ma vedo la cosa molto difficile da realizzare", ha detto Griffin.

L'"eccezione legislativa" in questione riguarda un'esenzione dall'"Iran-North Korea-Syria Non-Proliferation Act" (che proibisce agli Stati Uniti di acquistare beni di alta tecnologia dalla Russia), permette alla Nasa di comperare posti sulle Soyuz per i propri astronauti. E' unico modo per riportare a Terra i propri uomini che si trovano a bordo della ISS in caso di incidenti. Lo Shuttle infatti, rimane agganciato alla stazione orbitante per non più di una quindicina di giorni.

Spiega Griffin: "Ci troviamo in una fase di stallo, dove nessuno in questo momento si sta impegnando per rinnovare l'"eccezione legislativa" e sembra che tutto verrà spostato dopo le elezioni. Ma da quel momento ci vorranno i tempi tecnici perché ciò possa avvenire e non c'è il tempo perché si possa concretizzare il tutto nei primi mesi del 2009. Oltretutto l'invasione della Georgia non aiuta".

A questo punto il direttore della Nasa vede tre possibilità. "La prima e forse la più probabile, è quella che vede il blocco del volo degli astronauti alla Iss a partire dal 31 dicembre 2011, per un tempo che dipenderà dal rinnovo dell'"eccezione"; la seconda è quella che vede un prolungamento della vita degli Shuttle. Ma per questo ci vogliono ulteriori finanziamenti, così da mandare in pensione le navette solo quando l'Orion e il razzo Ares saranno pronti per lo spazio. La terza strada infine, vede il prolungamento dell'uso degli Shuttle, ma senza ulteriori soldi che in tal caso verrebbero presi dal progetto Orion/Ares. Ma attenzione- continua Griffin- far continuare a volare lo Shuttle non è sufficiente per tenere permanentemente a bordo della ISS degli astronauti, perché in caso di incidente dobbiamo comunque chiedere un passaggio a Terra alla Soyuz che è sempre attraccata alla stazione. Lo Shuttle infatti, non può rimanere nello spazio per più di due settimane consecutivamente. Ciò significa che, comunque vadano le cose, se si vogliono americani nello spazio, non si può fare a meno dell'"eccezione legislativa"".

Griffin ha sottolineato di non essere assolutamente ottimista riguardo tale situazione, anche perché bisognerà vedere qual è il reale interesse per l'esplorazione spaziale del prossimo Presidente degli Stati Uniti.

(fonte: repubblica.it)

9/5/2008

POLITICA - ESTERI

Segnali di distensione tra i due paesi dopo oltre 50 anni

Condoleezza Rice in visita a Tripoli

Il segretario di Stato Usa: «E' la prova che gli Stati Uniti non hanno nemici permanenti»

Condoleezza Rice (Ap)

Condoleezza Rice (Ap)

TRIPOLI - Condoleezza Rice ha voluto ribadire l'importanza della sua visita in Libia, dopo oltre 50 anni di rapporti difficili tra i due Paesi: «dimostra che gli Usa non hanno nemici permanenti». La frase del segretario di Stato statunitense riecheggia quella storica del premier inglese dell'Ottocento, Benjamin Disraeli, secondo cui «le nazioni non hanno mai amici nè nemici permanenti, solo interessi permanenti da difendere».

«STORICA DECISIONE» - La Rice ha dichiarato che «quando i Paesi sono preparati a fare cambiamenti strategici gli Usa sono pronti a rispondere». «Questa visita - ha ribadito la Rice - arriva dopo la storica decisione di Tripoli di rinunciare al suo programma di armi di distruzione di massa e al terrorismo». «Il ruolo - ha concluso - che può avere la Libia nel Maghreb e nell'Unione Africana è molto importante».

LA VISITA - Il segretario di Stato americano è giunta a Tripoli, dove si appresta ad essere ricevuta dal leader libico Muammar Gheddafi, per la prima storica visita in Libia compiuta da un capo della diplomazia degli Stati Uniti dal lontano 1953. Washington spera che si possa porre fine a decenni di tensioni e gelo diplomatico, in particolare dopo il superamento dei due dossier più delicati: il raid aereo Usa compiuto su Tripoli e Bengasi nel 1986 e il successivo caso Lockerbie del 1988. Il primo significativo passo di riavvicinamento Usa-Libia è del 2003, con la rinuncia del governo libico allo sviluppo di armi di distruzione di massa.

GLI IMPEGNI - La rottura delle relazioni tra Washington e Tripoli risale al 1980. Gli Stati Uniti negli ultimi anni hanno chiesto, e ottenuto, dal governo libico quattro impegni ritenuti imprenscindibili per la ripresa dei rapporti diplomatici: la rinuncia definitiva alle armi di distruzione di massa, l'abbandono di qualsiasi sostegno diretto o indiretto al terrorismo internazionale, gli indennizzi ai familiari delle vittime (due militari americani e una donna turca) dell'attentato compiuto nell'aprile 1986 nella discoteca La Belle a Berlino Ovest nell'aprile 1986, gli indennizzi ai familiari delle 270 vittime del volo Pan Am 103 che, 20 anni fa, si schiantò su Lockerbie, in Scozia, dopo l'esplosione in volo causata da una bomba. Da cinque anni la Libia è stata rimossa dalla lista Usa dei cosiddetti Paesi canaglia che sponsorizzano il terrorismo. Lo scorso giugno, inoltre, i due Paesi hanno avviato negoziati diretti sul fronte degli indennizzi da versare alle vittime degli attentati. In quella sede è stata decisa la creazione di un fondo globale per chiudere definitivamente le varie vertenze legali. La Libia aveva giá accettato di pagare dieci milioni di dollari ad ogni famiglia delle vittime del volo Pan Am esploso nel 1988 sopra Lockerbie - 270 i morti, tra cui 189 americani - ma aveva sospeso i pagamenti dopo avere versato i primi 8 milioni di dollari a testa. Lo scorso 14 agosto delegazioni di negoziatori libici e statunitensi hanno firmato a Tripoli un accordo sui risarcimenti. Firmato dal segretario di Stato aggiunto americano per il Medio Oriente, David Welch, e dal viceministro degli esteri libico, Ahmad Fituri, l'intesa ha chiuso un lungo contenzioso. A renderlo possibile è stata anche una legge approvata ad hoc dal Congresso Usa e promulgata dal presidente George W. Bush che pone Tripoli al riparo da future azioni legali.

(fonte: corriere.it)

ECONOMIA - ITALIA

ispezione partita dopo i ritocchi annunciati in agosto. Vodafone: «modifiche già effettuate»

Tariffe, da Agcom diffida Tim-Vodafone

«Informativa trasparente e riconoscimento del recesso senza penali». Altroconsumo: perdono 5 milioni di clienti

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ROMA - Tim e Vodafone diffidate dall'Agcom, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in merito ai ritocchi delle tariffe annunciati ad agosto. Nell'informativa si legge che le due società devono «adottare tutte le misure necessarie per assicurare agli utenti un'informativa trasparente e il riconoscimento dei diritti di recesso senza penali, secondo quanto previsto dal Codice delle comunicazioni elettroniche».

SANZIONI - Contestualmente l'Autorità ha avviato nei confronti ai due operatori telefonici procedimenti sanzionatori per le modalità finora adottate: nei confronti di Tim riguarda «l'inadeguatezza del preavviso nella modifica dell'autoricarica scattata il 6 agosto», per Vodafone «la scarsa trasparenza nelle condizioni economiche dell'offerta».

«VITTORIA DEI CONSUMATORI» - La decisione dell'Agcom è per Adoc, l'associazione nazionale per la difesa e l'orientamento dei consumatori, una vittoria dei cittadini e dell'annunciato «sciopero del telefonino» promosso dagli internauti. «L'Adoc continuerà a vigilare affinché vengano ripristinati i vecchi contratti e tariffe, fino a quando non saranno adottate tutte le misure che garantiscano pienamente i diritti dei consumatori - commenta Carlo Pileri, presidente dell'Adoc -. Le regole del Codice civile e del Codice del consumo devono essere rispettate, l'utente deve essere informato correttamente, visto che aveva compiuto delle scelte proprio in base alle offerte tariffarie che erano state promosse». Secondo l'associazione è «positivo l'allargamento del mercato delle telecomunicazioni e della conseguente offerta tariffaria proposta dagli operatori, sia tradizionali che virtuali», ma rimane «il buco nero del canone obbligatorio Telecom per la telefonia fissa che, a nostro avviso, andrebbe eliminato. Inoltre andrebbe abrogata definitivamente la tassa di concessione governativa sugli abbonamenti privati per la telefonia mobile. Una tassa anomala, obsoleta e vessatoria».

«VIA 5 MILIONI DI CLIENTI» - Intanto le associazione dei consumatori sono sul piede di guerra. Secondo una stima di Altroconsumo saranno 5 milioni gli utenti che non accetteranno i nuovi piani tariffari di Tim e Vodafone e che intendono cambiare operatore, mantenendo il vecchio numero. L'associazione sostiene che «sia Tim che Vodafone non devono far pagare gli utenti nel caso decidano di scegliere un altro operatore: portabilità e credito residuo devono essere fruibili dal consumatore senza pagare dai 5 agli 8 euro, come avviene di prassi». Inoltre - aggiunge - Tim non dovrebbe applicare le nuove tariffe da martedì 9 settembre, «data la diffida dell'Agcom e la poca chiarezza nelle informative inviate agli utenti».

LA REPLICA - Vodafone Italia ha comunque informato di aver già provveduto nei giorni scorsi a effettuare le modifiche richieste: sono disponibili sul sito web www.vodafone.it tutte le offerte Vodafone oggi sottoscrivibili, secondo gli schemi previsti dalle delibere dell’Autorità. Vodafone ricorda inoltre di aver garantito al cliente il diritto di recesso senza alcun onere e con restituzione del credito residuo, anche nel caso di richiesta di portabilità del numero.

(fonte: corriere.it)

POLITICA - ITALIA

Il parlamentare: «DOPO ALITALIA, COLANINO JR AVREBBE DOVUTO DIMETTERSI DA MINISTRO OMBRA»

Parisi: «Il governo ombra? Un fallimento»
E Veltroni replica: «Meno litigi nel Pd»

Critiche al leader dall'ex ministro, che su Berlusconi ammette:«I suoi 100 giorni hanno il segno più»

Arturo Parisi (Imagoeconomica)

Arturo Parisi (Imagoeconomica)

FIRENZE - È un duro attacco endogeno quello che Arturo Parisi ha lanciato al Pd e al suo leader Walter Veltroni nel corso di un dibattito alla festa del Partito democratico a Firenze. Parisi ha giudicato «fallimentare» l'esperienza del governo ombra messa in campo dalla coalizione di centrosinistra: «È una scommessa che al momento è mancata completamente. All'inizio - ha spiegato Parisi - ne vidi l'utilità. Oggi, dopo tre mesi, l'esperienza è fallita».

ELOGIO A BERLUSCONI - Sul palco della festa di Firenze l'esponente del Pd non ha risparmiato critiche al leader Veltroni, "promuovendo" invece il premier Silvio Berlusconi: «Il totale dei 300 giorni di Veltroni porta il segno meno; 100 giorni di Berlusconi sembrano avere il segno più» ha detto Parisi «Veltroni impari da Berlusconi a tenere un filo e a svolgerlo nel tempo. Il Cavaliere - ha aggiunto l'ex ministro della difesa - ha imparato dai suoi errori e dovremmo imparare anche noi».

LA REPLICA - Pronta la replica di Veltroni alle parole dell'ex ministro: «Il giorno in cui Parisi utilizzerà un quarto delle sue energie per attaccare la destra, io sarò contento» ha detto Veltroni, intervistato alla festa Ecodem a Pontelagoscuro. «Sarebbe meglio se tutti noi parlassimo più di quello che fa di sbagliato il governo e mandassimo meno segnali di litigio e divisione».

COLANINNO - Da Parisi una stoccata anche su Matteo Colaninno, ministro ombra per lo sviluppo economico: «Credo - ha detto - che abbia perso un'occasione... onestamente ha perso un'occasione». Così ha risposto Parisi ad una domanda sulla vicenda Alitalia e sulla newco Cai.

SONDAGGIO PRODI - In merito alle intercettazioni che hanno coinvolto l'ex premier Romano Prodi, dalle quali emergerebbe la volontà del Professore di commissionare un sondaggio anti-Veltroni Parisi ha affermato: «Non ci si capisce nulla e quel tanto che si capisce è sostanzialmente ridicolo. Già l'idea di un sondaggio da 300 mila euro è una notizia».

«L'ULIVO PER LE EUROPEE» - Dal palco della Festa del Pd Arturo ha lanciato anche la sua proposta in vista delle europee: non siano, ha avvertito, l'occasione «per un congresso mancato e una conta dentro il Pd», ma un'occasione «per riprendere il cammino di Uniti per l'Ulivo, riaggregando il massimo delle forze possibile». «Le europee - ha detto l'ex ministro - devono essere vissute come un voto per l'Europa e non come un sostituto delle politiche, un sondaggio sul peso dei partiti oppure come un congresso mancato».

(fonte: corriere.it)

CULTURA - CINEMA

Un viaggio attraverso gli Usa per invogliare i giovani americani a votare il 4 novembre

Solo online il nuovo film di Moore

Il più recente documentario del regista di Fahrenheit 9/11 non arriverà nei cinema, bensì in Rete

Michael Moore (Eidon)

Michael Moore (Eidon)

Si intitola Slacker Uprising e sarà distribuito unicamente online a partire dal prossimo 23 settembre. Parliamo dell'ultima fatica del regista americano Michael Moore, che questa volta ha deciso di abbandonare i canali tradizionali di distribuzione cinematografica optando invece per il web.

DOWNLOAD GRATUITO – Niente cinema, quindi, ma solo download e ordini in rete. Dal giorno del rilascio per tre intere settimane il film sarà infatti scaricabile gratuitamente dal sito di BlipTV, dopodiché, a partire dal 7 ottobre il Dvd sarà reso disponibile sulle pagine di Amazon e Netflix. «È un regalo per i miei fan», ha dichiarato Moore, che ha sponsorizzato per il 50 per cento la realizzazione della sua opera (97 minuti di durata per un costo totale di circa 2 milioni di dollari).

LA STORIA – Dopo aver preso di mira le lobby statunitensi delle armi (Bowling for Columbine, 2002), aver puntato i riflettori sulla guerra in Iraq in seguito agli attentati dell'11 settembre (Fahrenheit 9/11, 2004) e denunciato i problemi del sistema sanitario a stelle e strisce (Sicko, 2007), con Slacker Uprising il regista richiama l'attenzione sulle elezioni. Il documentario racconta infatti il viaggio compiuto da Moore attraverso gli Stati Uniti, in 62 città, durante la corsa alle presidenziali del 2004, nella speranza che serva a convincere gli elettori, in particolar modo i più giovani, a non disertare il voto del prossimo 4 novembre. Il trailer di Slacker Uprising è ovviamente già disponibile su YouTube.

(fonte: corriere.it)

POLITICA - ITALIA

Georgia, Frattini: ''Missione Ue sostituirà Russia in fascia di sicurezza''

Nella foto Franco Frattini ad Avignone

Il titolare della Farnesina: ''Sarà un'azione di Polizia Civile, cioè di pattugliamento, sostituirebbe le forze russe e ha già l'ok di Mosca''

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Avignone, 5 set. - (Aki) - La missione Ue sostituirà in toto i militari russi nella fascia temporanea di sicurezza tra Ossezia del Sud e Georgia propriamente detta. In proposito c'è l'ok di Mosca. E' quanto ha chiarito il ministro degli Esteri Franco Frattini, al termine della prima giornata di lavori del Gymnich, il consiglio informale dei ministri degli Esteri che si sta svolgendo ad Avignone.

"La missione Osce già presente sul posto- ha spiegato Frattini - è di osservazione, mentre quella dell'Ue, e che loro (i russi) hanno accettato, sarebbe una missione di polizia civile, cioè di pattugliamento". Questa, ha affermato il ministro, "sostituirebbe in questo caso le truppe russe, che se ne andrebbero dall'interno della fascia temporanea di sicurezza, e passerebbero le consegne alle forze di polizia come i nostri Carabinieri. Su questo, e lo riferirò (domani ai colleghi Ue), i russi ieri mi hanno detto di sì".

La questione della missione Ue in Georgia sarà domani sul tavolo dei ministri degli Esteri dei Ventisette ad Avignone, in vista della visita del presidente francese Nicholas Sarkozy a Mosca, lunedì, insieme al presidente della Commissione Europea José Manuel Durao Barroso e all'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue Javier Solana. Il varo della missione Ue dovrebbe avvenire il 15 settembre in occasione del Consiglio Esteri che avrà luogo a Bruxelles.

(fonte: adnkronos.com)

SCIENZA - SPAZIO

Tutto pronto per la partenza di GOCE, satellite italiano che studia la Terra

Nella foto GOCE

Realizzato nei laboratori di Thales Alenia Space di Torino, raccoglierà informazioni per costruire la prima mappa mondiale ad alta risoluzione del campo gravitazionale terrestre.

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Roma, 4 sett. (Ign) - Conto alla rovescia per la partenza di GOCE (nella foto), il satellite italiano sulla rampa di lancio per una nuova missione ESA destinata allo studio del nostro Pianeta. Il conto alla rovescia è programmato per il prossimo 10 settembre, con il lancio alle ore 16,21, e l’evento sarà seguito in diretta nella sede Esa/Esrin di Frascati. Il satellite è chiamato a svolgere un’importante e sofisticata missione scientifica capace di dare le risposte mancanti per la conoscenza della Terra.
Per la sua forma avveniristica e per il suo colore rosso GOCE (Gravity Field and Steady State Ocean Circulation Explorer) è stato definito la Ferrari dello spazio, e come le macchine del cavallino rampante anche GOCE è frutto dell’ingegno italiano: è nato e si è sviluppato nei laboratori di Thales Alenia Space di Torino. GOCE è destinato allo studio del nostro Pianeta e alla realizzazione della prima mappa mondiale ad alta risoluzione del campo gravitazionale terrestre. Per raggiungere questo importante obiettivo, GOCE è stato progettato ed equipaggiato per poter volare a bassa quota: 250 km dalla Terra.
Durante i suoi 20 mesi di osservazione e di studio, GOCE con i suoi strumenti scientifici di bordo ed in particolare con il sofisticato Gradiometro, sarà in grado di misurare il campo gravitazionale terrestre con l'accuratezza pari a un milionesimo dell’accelerazione di gravità al suolo, ma permetterà anche di determinare l'altezza del geoide con una precisione di 2 centimetri e con una risoluzione spaziale di 100 km, aprendo una nuova frontiera per studi sulla configurazione e superficie e sulla struttura interna del pianeta Terra.

Il satellite italiano sarà messo in orbita dalla base di lancio di Plesetsk, nella Siberia occidentale, tramite un vettore Rockot. GOCE sarà l’unico satellite che, grazie ai suoi due motori a ioni, sarà in grado di mantenere l’orbita di 250 km e catturare tutte le variazioni gravitazionali terrestri, fornendo accurati e completi dati sulla struttura e dinamica interna della Terra, della circolazione su vasta scala delle acque marine e oceaniche e della loro influenza sul clima. La conoscenza dello sbilanciamento delle masse all’interno della Terra, infatti, fornisce importanti informazioni sulla dinamica complessiva del nostro pianeta.

Lo studio delle anomalie gravitazionali è, quindi, uno strumento fondamentale per comprenderne la struttura interna (a livello della litosfera e del mantello) e permette di determinare, ad esempio, la circolazione degli strati superficiali degli oceani, il cambiamento del livello dei mari e del volume dei ghiacciai.

GOCE sarà d'aiuto alla climatologia (permettendo di migliorare le predizioni delle variazioni del clima a lungo periodo); alla geodesia (fornendo un riferimento globale e unificato per l’altimetria della superficie terreste); all’oceanografia (migliorando la conoscenza della dinamica globale della circolazione oceanica e del trasferimento di calore ad essa associata); alla geologia (fornendo informazioni sulla struttura interna della terra utili ad identificare zone a rischio sismico o vulcanico).

GOCE si presenta in forma ottogonale allungata e stretta, dal peso di 1.100 kg per 5 metri di lunghezza per una sezione di un metro. La sua forma rigida e allungata permetterà a GOCE di volare, riducendo l’attrito con l’aria. La parte interna del satellite è suddivisa in sette piani interni capaci di contenere le attrezzature e tutto l’equipaggiamento elettronico.

Thales Alenia Space Italia è capocommessa per conto dell’Agenzia Spaziale Europea per la realizzazione di GOCE, ed è responsabile del progetto di sviluppo, integrazione e prove del satellite. Prodotti del gruppo italiano sono pure il sofisticato Gradiometro, per misurare il campo gravitazionale terrestre; il controllo orbitale e d'assetto "drag free", per compensare l'effetto frenante delle molecole di atmosfera ancora presenti nell'orbita operativa; il simulatore End to End, in grado di generare dati equivalenti di missione e stimare le prestazioni in orbita; infine una coppia di sofisticati ricevitori GPS e il computer di bordo.

(fonte: adnkronos.com)

PSICOLOGIA

Nei gusti musicali una chiave per comprendere la personalità

36 mila volontari nel mondo hanno testato 104 generi

Uno studio dell'Heriot-Watt University di Edimburgo rivela che chi ama l'heavy metal ha caratteristiche simili a chi ascolta la musica classica.

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Roma, 5 set. (Adnkronos Salute) - Dimmi che musica ascolti e ti dirò chi sei.Sembra, infatti, che i gusti musicali offrano un'insospettabile chiave per comprendere la personalità. E il legame fra questi due aspetti non è proprio così scontato: per dire, gli appassionati di heavy metal sarebbero persone gentili e e creative, proprio come i cultori di Mozart e Bach, descritti come gentili, timidi e introversi. A svelare il link è una ricerca condotta da Adrian North, docente di psicologia applicata dell'Heriot-Watt University di Edimburgo (GB), presentata come la più vasta in questo settore: è stata condotta, infatti, su 36 mila persone in tutto il mondo.

Uno studio "significativo e sorprendente", stando all'autore. "Avevamo sempre sospettato un legame tra gusti musicali e personalità. Ma questa è la prima volta che siamo stati in grado di esaminarlo in dettaglio. Un lavoro che nessuno ha mai fatto prima su questa scala", dice North alla Bbc online.
"Una delle cose più sorprendenti - aggiunge lo studioso - è la somiglianza tra i fan della musica classica e quelli dell'heavy metal. Sono tutti e due creativi e disinvolti, ma non estroversi. In generale, la gente ha ben fisso in mente lo stereotipo del fan dell'heavy metal depresso, incline a pensieri suicidi o pericoloso per se stesso e la società. Mentre si tratta di persone tranquille e dai pensieri delicati".
I 36 mila volontari hanno dovuto dare un voto a 104 stili musicali, e rispondere a un questionario su vari aspetti della personalità.

Ecco i risultati, relativi a 13 stili musicali più diffusi:

BLUES - I fan sono caratterizzati da un'alta autostima, si tratta di persone creative, estroverse, gentili e disinvolte.

JAZZ - Gli appassionati hanno una grande autostima, creatività, sono estroversi e disinvolti.

MUSICA CLASSICA - Creativi, con grande autostima, introversi ma alla mano.

RAP - Grande autostima e molto estroversi.

OPERA - Autostima, creativita' e gentilezza caratterizza gli appassionati della lirica.

COUNTRY E WESTERN - Gran lavoratori ed estroversi.

REGGAE - Con grande autostima, creativita', ma non gran lavoratori, sono estroversi, gentili e rilassati.

DANCE - Creativi, estroversi ma non gentili o miti.

INDIE ROCK - I fan hanno poca autostima, sono creativi ma non grandi lavoratori, ne' gentili.

BOLLYWOOD - Creativi ed estroversi.

ROCK/HEAVY METAL - Scarsa autostima, ma tanta creatività', non gran lavoratori, poco estroversi, gentili e miti.

CHART POP - Grande autostima, niente creatività, gran lavoratori, sono estroversi, gentili ma non miti.

SOUL - Alta autostima, creatività, estroversione, gentilezza e mitezza.

(fonte: adnkronos.com)

9/4/2008

SCIENZA - AMBIENTE

Il Polo Nord continua a sciogliersi

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Stando alla Trent University dell'Ontario, la superficie degli enormi banchi di ghiaccio della zona artica nordcanadese è drasticamente diminuita. Solo nel mese scorso un lastrone di 55 km quadrati si è staccato dalla cortina di ghiaccio, sciogliendosi a causa del surriscaldamento globale. In tutta l'estate è andata perduta una superficie totale di 135 km quadrati, ovvero tre volte l'isola di Manhattan. Secondo gli studiosi, la presenza di nuove crepe, piuttosto estese, segnalerebbe altri distacchi: nei prossimi anni, il "bianco parasole" polare potrebbe non raffreddare più la Terra.

(fonte: rtsi.ch)

POLITICA - ITALIA

Sotto la tenda che ospita i dibattiti pubblico in piedi per l'ex ministro degli Esteri
"Alitalia operazione politica grave e negativa. ma no a polemiche con imprenditori"

Festa Pd, applausi per D'Alema
"Messaggio è: diamoci una mossa"

"Per le alleanze obiettivo non è stare soli ma in tanti, costruire centrosinistra nuovo"
E sullo scoop di Novella 2000: "Li ammiro, tagliando una foto hanno imbrogliato tutti"

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Massimo D'Alema

FIRENZE - Standing ovation alla festa nazionale del partito democratico in corso a Firenze per Massimo D'Alema. "Il messaggio che arriva da voi che siete qua è: 'diamoci una mossa'", ha detto l'ex ministro degli Esteri, che sul palco allestito per il dibattito con Giovanni Floris ha affrontato molti argomenti, dall'Alitalia, alle alleanze politiche fino alla foto pubblicata su Novella 2000, che lo ritrae mentre cade in mare da un gommone.
Applausi. Tutti in piedi nella tensostruttura 'Giorgio La Pira': i militanti hanno salutato con un lungo e scrosciante applauso Massimo D'Alema. "Questa partecipazione - dice D'Alema rispondendo alla standing ovation - è la dimostrazione che, nonostante l'animo attraversato da un certo malessere, non viene mai meno la passione politica dei tanti presenti. Se possiamo sintetizzare - dice - il messaggio che arriva dalla gente alle feste è 'diamoci una mossa'".
Alitalia. "Mi accusarono di aver fatto di palazzo Chigi una 'merchant bank' - dice D'Alema entrando nel vivo della discussione - e io invece feci l'opposto: mi rifiutai di intervenire con la forza del governo per garantire i poteri forti e me l'hanno fatta pagare", sottolinea proposito della operazione del governo per salvare Alitalia e ricordando le critiche alla sua esperienza di governo. "Su Alitalia - afferma D'Alema - io distinguo tra un'operazione politica grave e negativa, che lascia allibiti dal punto di vista delle regole di mercato e che scarica il costo sulla collettività, e gli imprenditori che fanno gli imprenditori e con i quali non dobbiamo polemizzare".

Colaninno. Alla domanda se si aspettasse che Roberto Colaninno avrebbe preso le redini della nuova Alitalia, l'ex ministro degli Esteri risponde: "Sì, me l'aspettavo, non è un mistero che Colaninno fosse molto interessato da tempi non sospetti; e non mi ha stupito vederlo tra gli imprenditori, visto che Berlusconi ha poi creato una situazione talmente vantaggiosa per loro".

Il voto. "Se si votasse la prossima settimana, Berlusconi vincerebbe. Per noi è una sfida lunga dobbiamo impostare una sfida di medio periodo, politico-programmatica ma anche di valori. Poi, chi ha più filo da tessere tessera". E' la valutazione espressa da Massimo D'Alema. "Berlusconi si muove con abilità - ha affermato D'Alema - e fa finta di governare. Non risolve i problemi, mette la spazzatura sotto i tappeti, è circondato da una classe dirigente servile, mentre il Paese paga un prezzo molto alto".

Novella 2000. "Io sono un ammiratore di Novella 2000 e prima di tutto gli faccio i complimenti per come, tagliando una foto, ha imbrogliato tutta la stampa italiana che, per la verità, è ben predisposta". Così Massimo D'Alema ha risposto a Giovanni Floris che ha aperto l'intervista alla festa nazionale del Pd chiedendogli come aveva fatto a cadere dal canotto nel mare di Ponza. D'Alema ha spiegato che quell'immagine ripresa da tutti i giornali, in realtà, "è una foto 'tagliata'" perché il tuffo involontario in mare l'ex ministro degli Esteri lo ha fatto quando le due persone che erano sedute dall'altra parte del gommone si sono buttate insieme per fare il bagno.

Alleanze. Sul terreno delle alleanze con il Pd "è sempre meglio stare da soli quando i tuoi potenziali alleati non sono credibili. Ma l'obiettivo non è questo, l'obiettivo è stare in tanti, costruire un centrosinistra nuovo", ha affermato D'Alema. "Bisogna guardare anche alla sinistra radicale - dice - che ha commesso errori molto gravi ma discute". Per D'Alema bisogna guardare anche "al centro, perchè c'è un pezzo del mondo cattolico e moderato che non si è fatto assorbire dal berlusconismo".
Alla domanda di Giovanni Floris di cosa sia il Partito Democratico, con una battuta caustica: "Se lo hanno compreso 12 milioni di italiani... penso che lo abbia capito anche lei".

Fascismo. In Italia non esiste "un pericolo fascista" ma "non c'è una democrazia proprio normale", ha detto D'Alema, spiegando che questa democrazia non proprio normale deriva dal fatto che "una concentrazione di poteri finanziari, politico e mediatico non è normale". L'esponente del Pd si è detto quindi convinto che questo non si potrebbe risolvere "con una leggina".

Giustizia. Anche sul tema della giustizia "il confronto, il dialogo è normale in democrazia, ed è stupido il dibattito sul 'dialogo sì o dialogo no'". D'Alema spiega di essere ben disposto nei confronti di un dialogo sulla riforma della giustizia ma ribadisce anche che ci sono obiettivi diversi rispetto alla destra. "Non possiamo avere la posizione di dire che le cose vanno bene così - sottolinea - ma partiamo da presupposti diversi rispetto a Berlusconi. Noi siamo preoccupati perché vogliamo rendere più funzionale il sistema della giustizia mentre tutte le riforme della giustizia che ha fatto la destra avevano l'obiettivo di renderla più difficile e macchinosa".

Di Pietro. Perché il pd ha scelto Di Pietro come alleato? "Questa risposta la lasciamo all'interlocutore che verrà qui tra qualche giorno". Risfodera il suo atteggiamento tranchant D'Alema nel rispondere a Floris sui motivi che hanno spinto il Pd a scegliere l'ex pm come alleato. D'alema non cita direttamente il segretario del Pd Veltroni ma è lui "l'interlocutore" che sarà ospite sabato alla kermesse democratica.
Poi D'Alema cita un episodio di qualche anno fa quando a Gallipoli presentò la sua candidatura nel collegio elettorale senza gareggiare nel proporzionale. "Rifondazione non presentò candidati e fui un atto che io apprezzai, anche d'antoni decise di non presentarli - ricorda d'alema - solo di pietro presenterò una candidatura, un ex funzionario del nostro partito con l'evidente scopo di sottrarre voti decisivi". La conclusione di D'Alema è inequivocabile: "Io non porto rancore verso nessuno, ma sono quei momenti in cui ti fai un'idea di quello che hai di fronte".

(fonte: repubblica.it)

9/2/2008

TECNOLOGIA - SOFTWARE

Google spiega il lancio del browser Chrome

L'annuncio di Chrome, il nuovo browser web Open Source lanciato da Google, è arrivato un po' in anticipo sui tempi. Ecco la storia e le motivazioni raccontate dalla stessa Google

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Google Chrome, il nuovo browser web annunciato da Google, forse doveva restare un segreto ancora per qualche tempo. Lo ammette la stessa Google, confermando una voce che circolava sui blog. A quanto pare, a fare trapelare la notizia di Google Chrome, che mette ancora di più a confronto diretto Microsoft e Google, è stata la divulgazione prematura di un fumetto realizzato per illustrarne le funzionalità. Questa spiegazione, insieme ad altri dettagli sui motivi che hanno portato Google a lanciare Chrome, è stata data in dettaglio sul blog ufficiale inglese di Google, che ha fatto in questo caso da "comunicato stampa" per l'annuncio del prodotto. Ecco che cosa dicono, con un buon esercizio di trasparenza, Sundar Pichai, VP Product Management, and Linus Upson, Engineering Director di Google, nel loro post intitolato "Un nuovo approccio al browser".

"In Google, abbiamo un detto: "lancia subito e poi itera". Questo approccio viene normalmente limitato ai nostri tecnici, ma a quanto sembra si applica anche alla nostra posta! Come avrete letto sulla blogosfera, abbiamo premuto "invia" un po' in anticipo su un fumetto che presentava il nostro nuovo browser open source, Google Chrome. Dato che crediamo all'accesso alle informazioni aperto a tutti, abbiamo ora reso il fumetto disponibile pubblicamente e lanceremo la versione beta di Google Chrome il 2 settembre in più di 100 nazioni".

I portavoce di Google spiegano anche i motivi per cui hanno voluto lanciare Google Chrome. "Riteniamo che possiamo offrire qualcosa di più agli utenti e, nello stesso tempo, contribuire a portare innovazione sul web", continuano Pichai e Upson. "Tutti noi di Google passiamo molto tempo lavorando all'interno di un browser. E nel nostro tempo libero, facciamo shopping, accediamo alla banca, leggiamo notizie e restiamo in contatto con gli amici sempre usando un browser. Dato che passiamo così tanto tempo online, abbiamo iniziato seriamente a pensare alla realizzazione di un browser partendo da zero e basato sui migliori elementi già esistenti. Ci siamo resi conto che il web si è evoluto da semplici pagine di testo a ricche applicazioni interattive e che dovevamo completamente ripensare il browser. Quello di cui avevamo davvero bisogno non era solo un browser, ma anche una piattaforma moderna per pagine e applicazioni web ed è quello che ci siamo messi a fare".

Sul blog di Google si danno anche le prime informazioni sull'aspetto di Google Chrome. "In superficie, abbiamo progettato una finestra del browser ottimizzata e semplice. Per molti, non è il browser a essere importante. E' solo uno strumento per far funzionare le cose importanti: le pagine, i siti e le applicazioni che costituiscono il web. Come la classica homepage di Google, Google Chrome è pulito e veloce. Si fa da parte per portarvi direttamente  a quello che vi interessa.

Sotto la superficie, siamo stati in grado di costruire le fondamenta di un browser che fa funzionare molto meglio le attuali applicazioni web complesse. Mantenendo ogni tab o scheda in un "ambiente" separato, abbiamo potuto evitare che una scheda faccia andare in crash un'altra e abbiamo migliorato la protezione dai siti pericolosi. Abbiamo migliorato la velocità e i tempi di risposta in tutte le sezioni. Abbiamo anche realizzato un più potente engine JavaScript, V8, per poter gestire una nuova generazione di applicazioni web che non sono neanche possibili nei browser attuali".

A quanto pare, però, Google Chrome è tutt'altro che finito. Continuano infatti Pichai e Upson: "Questo è solo l'inizio, Google Chrome è ancora lontano dall'essere completato. Stiamo rilasciando questa beta per Windows per iniziare una discussione allargata e ascoltare il più possibile i vostri suggerimenti. Stiamo lavorando duramente anche alle versioni per Mac e Linux e continueremo a renderle ancora più veloci e robuste".

Confermata inoltre l'origine e destinazione Open Source del progetto. "Abbiamo un grande debito nei confronti di molti progetti Open Source e siamo impegnati a continuare su quel percorso. Abbiamo usato, tra gli altri, componenti di WebKit di Apple e Firefox di Mozilla, e in quello spirito, stiamo rendendo tutto il nostro codice Open Source. Ci auguriamo di collaborare con l'intera community per aiutare a migliorare il web".

Per approfondire:

(fonte: pcworld.it)

9/1/2008

TECNOLOGIA - HARDWARE

Alta definizione? Si cancella con un martello

Per cancellare i filmati HD, la JVC consiglia... il martello

Anche se molti mi avranno preso per pazzo (senza tutti i torti) quando ho mostrato come "cancellare" un disco rigido usando un trapano, posso dimostrarvi che esiste una logica nella mia follia. Davvero.
Leggo infatti quant