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Ultimo aggiornamento: 29/12/2008 12/29/2008 Il vicepremier di Gerusalemme: "Nella Striscia governi chiunque tranne loro" Il ministro Livni: "In guerra i civili pagano un prezzo". L'Anp sospende i negoziati Israele: "Vogliamo rovesciare Hamas" E l'Onu chiede la tregua immediata Ban Ki-moon: "Entrambe le parti cessino il fuoco", appello ai leader arabi E domani pomeriggio vertice straordinario dei ministri degli Esteri europei  Tzipi Livni ROMA - Continuano senza sosta i raid sulla Striscia di Gaza. E mentre sul terreno piovono le bombe israeliane da un lato, e i razzi palestinesi dall'altro, prosegue anche la guerra di parole. "Vogliamo rovesciare Hamas", dice da Gerusalemme il vicepremier del governo Olmert. Mentre sul fronte palestinese l'Anp dichiara la sospensione dei negoziati di pace. Il tutto nel giorno in cui il segretario generale Onu, Ban Ki-moon, chiede a entrambe le parti un cessate il fuoco immediato. Per domani, poi, è previsto un vertice straordinario dei ministri degli Esteri Ue, centrato sulla crisi in Medio Oriente. E intanto il titolare della Farnesina, Franco Frattini, in un'intervista al Tg1 fa appello alla Lega Araba "perché finiscano i lanci di missili da parte di Hamas che purtroppo ha violato la tregua: è un'organizzazione terroristica e lo sta dimostrando". La posizione del governo israeliano. Il vice primo ministro Haim Ramon, che è anche membro del gabinetto di sicurezza, dichiara in tv che "l'obiettivo dell'operazione è di far cadere il regime di Hamas. Fermeremmo immediatamente l'operazione se ci fosse qualcuno che si mettesse alla guida di Gaza, chiunque tranne Hamas. Quello che fa l'esercito israeliano in questo momento è impedire ad Hamas di controllare il territorio. Hamas non è una superpotenza, come la Russia o gli Usa ma un'organizzazione terrorista che ha preso il controllo con la forza contro tutte le leggi internazionali". E sempre oggi il ministro degli Esteri, Tzipi Livni, interviene sulle perdite palestinesi: "Purtroppo in guerra qualche volta anche i civili pagano il prezzo. Noi cerchiamo di evitare vittime civili, Hamas cerca i bambini da uccidere. Sta prendendo di mira, in maniera deliberata, le scuole e gli asili, cittadini e civili perché questo rispecchia i loro valori. I nostri valori sono completamente diversi". L'Anp lascia i negoziati. L'Autorità nazionale palestinese annuncia la sospensione dei colloqui di pace con Israele, e la moratoria su tutti i contatti politici. A dirlo è il capo dei negoziatori Abu Ala: "Non è possibile trattare di fronte alla portata degli attacchi contro i palestinesi", dichiara. La Casa Bianca: "Stop ai razzi". Hamas fermi i lanci di Qassam e "accetti una tregua duratura": questo il monito che arriva da Washington. A parlare è il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, Gordon Johndroe: "Questo è ciò a cui gli Stati Uniti stanno lavorando. Israele, prosegue, "ha chiarito che non ha alcuna intenzione di rioccupare Gaza", sta solo "dando la caccia ai terroristi che lanciano razzi e colpi di mortaio e sta prendendo i provvedimenti che ritiene siano necessari per affrontare la minaccia terroristica". L'Onu chiede la tregua. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, chiede a Israele e Hamas "un cessate il fuoco immediato". Ribadisce che le violenze messe in atto da Hamas "sono inaccettabili" ma giudica troppo pesante la risposta israeliana: "L'eccessivo uso della violenza a Gaza è da condannare". E si appella ai leader dei paesi arabi: "Ritengo che i partner internazionali e regionali non abbiano fatto fatto abbastanza. I ministri degli Esteri dei paesi arabi si incontreranno presto per un meeting di emergenza. Li esorto ad agire rapidamente e in modo decisivo per porre fine a questa impasse''. I leader europei. Domani a Parigi, alle 18,30 si tiene un vertice straordinario dei ministri degli Esteri Ue, convocato dalla Francia. Oggi invece il Quirinale riferisce di un colloquio telefonico tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente israeliano Shimon Peres, sulla crisi in atto e sulle condizioni per riprendere un dialogo di pace. Da Londra, il ministro degli Esteri britannico, David Miliband, giudica "inaccettabile" la morte di bambini e di altri innocenti, sotto le bombe. Angela Merkel telefona al premier Ehud Olmert: "La colpa della situazione è di Hamas ma attenzione alle vittime civili", dice. (fonte: repubblica.it) Si chiede di spostare "ad altra sede" e "destinare ad altre funzioni" il procuratore di Salerno uno dei protagonisti dello scontro con la Procura di Catanzaro sulle inchieste di De Magistris Why Not, richiesta della Cassazione "Trasferire il procuratore Apicella"  Luigi De Magistris ROMA - La Procura generale presso la Corte di Cassazione ha chiesto al Csm di trasferire ad altra sede e al altre funzioni il procuratore della Repubblica di Salerno, Luigi Apicella, uno dei protagonisti dello scontro con la procura di Catanzaro legato alle inchieste dell'ex pm del capoluogo calabrese Luigi De Magistris. La sezione disciplinare del Csm si occuperà della richiesta nella Camera di Consiglio straordinaria fissata il 10 gennaio prossimo. La "richiesta urgente" è stata inviata oggi al Consiglio superiore della magistratura per il trasferimento - si legge in una nota di Palazzo dei Marescialli - "ad altra sede e di destinazione ad altre funzioni del dottor Luigi Apicella, procuratore della Repubblica presso il tribunale di Salerno". In questo modo il Procuratore Generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, ha esercitato l'azione disciplinare, potere che condivide insieme con il ministro della Giustizia. La Sezione disciplinare del Csm esaminerà in una Camera di consiglio a porte chiuse la richiesta di trasferimento. E' presumibile che la Procura generale della Suprema Corte abbia avviato istruttorie, non ancora concluse, su altri magistrati coinvolti nello scontro tra le due procure culminato con il blitz presso gli uffici giudiziari di Catanzaro e con il sequestro degli atti disposto dalla procura di Salerno, al quale i magistrati avevano risposto con un contro-sequestro e l'iscrizione nel registro degli indagati dei loro colleghi campani. Non è da escludere che all'atto di incolpazione con richiesta di misura cautelare urgente a carico di Apicella ne facciano seguito anche altre, nei confronti di alcuni dei protagonisti della vicenda. A sollecitare iniziative disciplinari era stato d'altronde lo stesso Csm dopo aver ascoltato i magistrati protagonisti della inedita 'guerra' tra procure. Ad attivarsi, chiedendo le trascrizioni delle audizioni, erano stati sia la procura generale della Cassazione che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Le due istruttorie hanno proceduto parallelamente. Se il pg della Cassazione è già arrivato a una sua prima conclusione, gli ispettori del ministro Alfano - secondo quanto si è appreso - sono ancora al lavoro, pur avendo già rilevato alcuni profili sanzionabili dal punto di vista disciplinare, tra cui le modalità delle perquisizioni a carico dei magistrati di Catanzaro (uno di essi, Salvatore Curcio, sarebbe stato fatto denudare), e il sequestro di un intero fascicolo giudiziario (l'inchiesta Why not) considerato come corpo del reato. (fonte: repubblica.it) 12/28/2008 Il bilancio è di oltre 270 morti e 620 feriti Secondo giorno di raid aerei su Gaza Nuovi razzi lanciati contro Israele I militari: «Gli attacchi contro Hamas continuano». Appello dell'Onu: «Fermate tutte le armi» GAZA - È guerra, e secondo il presidente palestinese Abbas «questo massacro si poteva evitare». Nella striscia di Gaza domenica segna il secondo giorno di un conflitto che conta già un bilancio drammatico: secondo fonti ospedaliere sono oltre 270 le vittime e 620 feriti, tra cui molte donne e bambini, mentre Hamas parla di 400 morti e oltre 1000 feriti. All'alba nuovi massicci raid dell'aviazione israeliana mentre una salva di razzi, sparati da Gaza, è caduta in diversi centri del sud di Israele, come Ashkelon, Sderot, Gan Yavne e Ashdod. Non si ha notizia di vittime e neppure di danni. CARRI ARMATI E SOLDATI AL CONFINE - Israele ha deciso nella riunione di governo la mobilitazione di migliaia di riservisti. Lo Stato ebraico ha minacciato dopo due giorni di raid aerei di sferrare anche un’offensiva via terra nella Striscia di Gaza controllata dal movimento radicale Hamas. Secondo fonti militari, riferite dal quotidiano Haaretz, centinaia di soldati israeliani della fanteria con mezzi blindati hanno raggiunto la frontiera sud di Israele per prepararsi a un’eventuale invasione terrestre. «Un’operazione militare terrestre contro Hamas è possibile», ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak. Il primo ministro israeliano, Ehud Olmert, entrando alla riunione di governo, aveva affermato che la durata dell'operazione «non è prevedibile». GLI ULTIMI RAID - L’aviazione israeliana ha condotto nuove incursioni aeree contro la zona meridionale della Striscia. Ha colpito una trentina di obiettivi di Hamas, fra cui comandi militari, depositi di armi e postazioni per il lancio di razzi. Lo riferisce la radio militare secondo cui dall'inizio della operazione "Piombo fuso" - avviata sabato - l'aviazione ha colpito 240 obiettivi diversi. Nei raid è stato centrato anche un camion cisterna nei pressi del valico di Rafah, alla frontiera con l’Egitto. Il camion ha preso fuoco provocando incendi nelle abitazioni circostanti. La radio di Hamas, che controlla la Striscia di Gaza, ha parlato di numerosi morti e feriti. Bombardati anche una serie di tunnel usati per contrabbandare beni e armi tra la Striscia di Gaza e l'Egitto. Da Tel Aviv, una fonte militare israeliana si è limitata a confermare che «gli attacchi contro le basi di Hamas nella Striscia di Gaza continuano». La stessa fonte ha precisato che l’aviazione israeliana ha continuato a condurre nella notte «un certo numero di incursioni, in particolare contro una moschea della zona di Rimal, nella città di Gaza, dove si nascondevano terroristi». La radio pubblica israeliana ha parlato di una ventina di incursioni dell’aviazione lanciati nella notte contro la Striscia di Gaza. FATAH ACCUSA HAMAS PER LA MORTE DEI DETENUTI - Nei bombardamenti israeliani su due penitenziari a Gaza, al-Mashtal e a-Saraya hanno trovato la morte decine di militanti di al-Fatah detenuti da Hamas. Lo ha detto alla agenzia di stampa palestinese Maan un portavoce di al-Fatah in Cisgiordania, Ahmed Abdel Rahman. Secondo Abdel Rahman la loro morte avrebbe potuto essere evitata se fossero stati liberati per tempo. Al contrario, secondo al-Fatah, «i miliziani di Hamas hanno tenuto a bada i reclusi di al-Fatah, li hanno minacciati con le armi e li hanno rinchiusi in unico locale», dove poi sono stati colpiti. PALESTINESI IN FUGA - Intanto centinaia di palestinesi della Striscia di Gaza, in fuga dai bombardamenti israeliani, hanno aperto una breccia lungo la frontiera con l’Egitto. I responsabili della sicurezza egiziana hanno detto che permetteranno ai palestinesi entrati in Egitto di comprare generi di prima necessità e poi li faranno rientrare nella Striscia. APPELLO DELL'ONU: FINE DELLE ATTIVITA' MILITARI - Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha lanciato un appello alla fine di tutte le attività militari. Si tratta, secondo la prassi del massimo organo dell'Onu spesso seguita in simili casi, di una dichiarazione del presidente del Consiglio stesso, il rappresentante croato Neven Jurica. La richiesta non ha valore vincolante. Nella dichiarazione si sottolineano «le necessità umanitarie ed economiche della popolazione di Gaza». Si chiede pertanto alle parti interessate di intraprendere tutte le misure utili ad assicurare agli abitanti della Striscia cibo, carburante e medicine a sufficienza. Tra questa misure è inclusa anche l'apertura del confine tra lo Stato ebraico e il territorio palestinese. ABBAS AL CAIRO - Il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp), Mahmud Abbas (Abu Mazen) è arrivato nelle prime ore di domenica al Cairo, per riferire al presidente egiziano, Hosni Mubarak, sulla situazione nei territori palestinesi dopo il più pesante attacco aereo mai realizzato da Israele dal 1948. Tanto Abu Mazen che Mubarak sabato avevano condannato l'azione militare israeliana. Il primo ha definito l'attacco «vile» e ha parlato di «massacro a Gaza». Il rais egiziano ha affermato che continueranno i contatti per riprendere la tregua scaduta il 19 dicembre, anche in vista della scadenza del mandato di Abu Mazen alla presidenza palestinese fissata per il 9 gennaio. Una riunione dei ministri degli esteri arabi che era stata convocata d'urgenza dalla Lega Araba al Cairo è stata rinviata a mercoledì, mentre per venerdì è stato confermato a Doha, Qatar, un vertice straordinario dei capi di stato arabi. PROTESTE ARABE - Ampie manifestazioni contro l'offensiva militare israeliana si sono tenute in Libano, Giordania, Siria e nello Yemen. A Beirut la polizia anti sommossa è intervenuta con idranti e lacrimogeni per disperdere le centinaia di persone che protestavano davanti all'ambasciata egiziana lanciando pietre. Altre migliaia di persone hanno manifestato in Libano davanti alla sede dell'Onu a Beirut, nella città meridionale di Nabatieh e nei campi profughi palestinesi della valle della Bekaa. Anche ad Amman la protesta si è concentrata davanti all'ambasciata dell'Egitto, accusato di non voler aprire il valico di Rafah. Migliaia di manifestanti, fra cui esponenti del Fronte di Azione Islamico, hanno chiesto che Egitto e Giordania rompano i rapporti con Israele. Nello Yemen circa 80mila persone hanno protestato contro il raid israeliano nello stadio di calcio di Sana'a e altre migliaia hanno manifestato in diverse città del paese. A Damasco migliaia di siriani hanno marciato gridando slogan di protesta contro Israele e mostrando ritratti del presidente Bashar al Assad. Sono state anche bruciate bandiere americane. (fonte: corriere.it) L'attacco dopo i ripetuti lanci di razzi dei giorni scorsi Offensiva israeliana su Gaza «I morti sono 225» Missili contro le strutture di Hamas. La reazione: «Risponderemo in tutti i modi»  L'attacco a Gaza (Afp) GAZA - La durissima offensiva israeliana contro Hamas è arrivata dal cielo: una serie di raid aerei lanciati dalla mattina hanno colpito il porto, le caserme di polizia e le sedi della sicurezza a Gaza. Poi l'attacco è proseguito in altre zone della Striscia. Obiettivi distrutti, ma il bilancio è gravissimo: fonti mediche parlano di 225 morti e 400 feriti, tra i quali anche donne e bambini. Tra le vittime il capo della polizia, Tawfiq Jabber, e il Capo della Sicurezza, Ismail al Jaabary. Dopo alcune ore di pausa, e con l'arrivo del buio, i raid dell'aviazione israeliana sono ripresi nel sud della Striscia di Gaza. In particolare, i caccia hanno colpito un'officina meccanica ad ovest della città di Khan Younis ed un centro media di Hamas. LE IMMAGINI - La tv satellitare Al Jazeera ha mostrato le immagini di decine di palestinesi riversi sul terreno. Uno dei corrispondenti ha parlato di «una situazione terrificante». Secondo quanto riferisce l'inviato della tv 'al-Arabiya', i raid aerei israeliani hanno causato il ferimento di diversi bambini colpiti mentre si trovavano all'interno della loro scuole o nei dintorni. Guarda il video - L'attacco israeliano contro Hamas nella Striscia di Gaza ISRAELE: «E' SOLO L'INIZIO. ANCHE OPERAZIONI DI TERRA» - Le forze armate dello stato ebraico hanno fatto sapere di aver colpito per «fermare gli attacchi terroristici» su Israele e di essere preparate ad «andare avanti. Questo è solo l'inizio». Israele in serata ha precisato di non voler accettare nessun cessate il fuoco. Il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha dichiarato che «è giunta l'ora di combattere» per porre fine al fuoco di razzi da Gaza sulla popolazione israeliana. «Da mesi - ha continuato Barak - le forze armate avevano avuto l'ordine di prepararsi all'operazione». «Non voglio illudere nessuno - ha concluso il ministro - non sarà una cosa facile e nemmeno breve». Secondo fonti militari israeliane ufficiali citate dalla tv araba al Jazira, «l’offensiva su Gaza durerà per lungo tempo e non esclude che l’Esercito ricorra alle truppe terrestri» per effettuare incursioni all’interno della Striscia.
OLMERT: «I NEMICI NON SONO I PALESTINESI» - Israele non considera nemica la popolazione di Gaza, alla quale continuerà ad assicurare il proseguimento degli aiuti umanitari, ma è contro Hamas, che da giorni «cercava lo scontro con Israele». Lo ha affermato sabato sera il premier israeliano Ehud Olmert, in una conferenza stampa, nel corso della quale ha detto che l'operazione militare a Gaza potrà richiedere diverso tempo per conseguire i suoi obiettivi di sostanziale cambiamento della situazione nel sud di Israele e ha esortato la popolazione nelle aree sotto tiro dei razzi ad avere pazienza e tenacia. Nei prossimi giorni, ha avvertito, i lanci di razzi potrebbero intensificarsi e colpire obiettivi in Israele situate a distanze ancora maggiore da quelle attuali. HAMAS: «TERZA INTIFADA»- Come rappresaglia, Hamas ha sparato alcuni razzi dal territorio palestinese contro il sud dello stato ebraico, dove è stato dichiarato lo stato di allerta. La popolazione è stata invitata a non uscire in strada e a restare in aree protette o vicino a rifugi. Secondo fonti mediche, una donna israeliana è morta a Netivot. Altre due persone sono rimaste ferite. Hamas ha «ordinato alle Brigate Ezzedine al Qassam di rispondere all'aggressione degli occupanti in tutti i modi». «Il mondo rimarrà sorpreso della nostra risposta all'aggressione degli occupanti» ha detto Fawzi Barhoum, esponente del movimento estremista islamico. «Ora le Brigate Ezzedine al Qassam - ha aggiunto - hanno le mani libere per rispondere con tutti mezzi di cui possiede, inclusi i missili a lunga gettata e le azioni di martirio. Abbiamo la forza per controbilanciare questo terrorismo». Un appello simile è stato lanciato dalla Jihad islamica: «Tutti i combattenti hanno ricevuto l'ordine di rispondere al massacro perpetrato da Israele». Il leader politico di Hamas, Khaled Meshaal, ha invocato una «terza Intifada». Meshaal ha esortato i palestinesi a scendere in campo per una «intifada militare contro il nemico sionista». Audio - L'attacco era preparato da mesi di Francesco Battistini LE REAZIONI - L'Autorità nazionale palestinese, dalla Cisigiordania, ha chiesto a Israele di interrompere «immediatamente e senza condizioni» la sua «aggressione contro la Striscia di Gaza». Anche l'Egitto ha condannato l'operazione israeliana. E subito dopo l'attacco, l'Iran ha confermato che manderà la sua prima nave di aiuti destinati alla Striscia di Gaza malgrado il blocco navale israeliano. LANCI DI RAZZI - Da giorni le autorità dello stato ebraico avevano anticipato l'intenzione di colpire Hamas dopo i ripetuti lanci di razzi in territorio israeliano dalla fine della tregua del 19 dicembre. E così, dopo l'escalation di attacchi con i razzi Qassam contro le comunità israeliane nel Negev occidentale, i jet si sono levati in volo per colpire simultaneamente le installazioni del gruppo integralista palestinese, che dal giugno 2007 ha il pieno controllo della Striscia. I vertici dell'esercito intendono ora esaminare la situazione dopo i raid aerei, prima di decidere sulla prossima fase dell'operazione. Il governo israeliano ha intanto reso noto che la decisione di condurre un'operazione contro la Striscia di Gaza è stata presa il 25 dicembre. «In seguito alle violazioni dell'accordo di tregua da parte di Hamas e i continui attacchi contro i cittadini nel sud d'Israele, il gabinetto nazionale di sicurezza ha deciso mercoledì 25 dicembre d'impartire istruzioni alle forze di difesa perché agissero per metter fine ai lanci di missili e gli attacchi terroristici provenienti da Gaza», si legge in un comunicato dell'ufficio del primo ministro, Ehud Olmert. (fonte: corriere.it) Un incendio devasta il monatero buddista di Pomaia, in provincia di Pisa Le fiamme hanno sfondato anche il tetto del monastero oltre ad aver distrutto preziosissimi testi tibetani molto antichi. I monaci escludono che le fiamme si siano originate dalle candele  I Vigili del fuoco al monastero buddista di Pomaia Un grosso incendio devasta buona parte del monastero buddista di Pomaia, in provincia di Pisa, uno tra i più importanti d'Europa. L'incendio, probabilmente innescato da un corto circuito, ha distrutto la sala grande di meditazione e moltissimi incunaboli, testi antichi e statue. Non ci sono feriti. I vigili del fuoco hanno circoscritto l' incendio e provveduto a isolare la zona. L'ala est del monastero è stata chiusa perchérisulta inagibile. Purtroppo il danno è di considerevole entà: si parla di una cifra di oltre un milione di euro. Infatti le fiamme hanno sfondato anche il tetto del monastero oltre ad aver distrutto preziosissimi testi tibetani molto antichi. I monaci hanno spiegato che molte delle cose distrutte, tra cui alcune centinaia di testi, non hanno prezzo come, appunto, i libri con i discorsi di Buddah, alcuni unici, una quarantina di tanke, cioè i dipinti della storie del Buddah tra cui una risalente al 1800, oltre all'altare e numerose statue.
I monaci escludono che si sia trattato di fuoco provocato da candele perchè in quella sala, per motivi di sicurezza, candele non ne vengono più accese da tempo. Sono oltre 25 i monaci che vivono nel monastero, tra loro il presidente dell' istituto Lama Tzong Khapa, il monaco Raffaello Longo: "Saremo costretti a fare un appello perchè i danni sono ingentissimi e non ce la possiamo fare da soli a ristrutturare il monastero. Domani doveva cominciare il master per gli studenti che vengono qui da tutto il mondo e non sappiamo come fare". I responsabili dell' istituto Lama Tsong Khapa hanno aperto un conto corrente per eventuali donazioni che li aiutino a ricostruire la parte del monastero andata distrutta. Al momento dell'incendio erano presenti pochi volontari. Molti dei normali frequentatori dell'istituto, infatti, erano fuori per le festività ma domani sono attese 120 persone che avrebbero dovuto pernottare nel monastero una settimana per frequentare il corso di buddismo. "Ci stiamo organizzando - ha detto Raffaello Longo, presidente dell'istituto - per sistemare gli ospiti in qualche struttura ricettiva della zona. Le lezioni si svolgeranno in palestra. Abbiamo subito un danno grande,non sarà facile porvi rimedio".
Il Dalai Lama si è recato in visita al monastero di Pomaia sette volte. Con Tenzin Ghiatso vi è salito anche Richard Gere e molti altri personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura che aderiscono alla dottrina tibetana. I monaci, sui loro nomi, oppongono una ferrea privacy limitandosi a sottolineare che molti frequentano sia il monastero che il master di cinque anni di approfondimento della "scienza della mente". Tra gli ospiti illustri anche alcuni dei tutori del Dalai Lama. Tra loro, Ling Rinpoce, uno dei Lama più accreditati.
(fonte: repubblica.it) Gb, web nel mirino del governo Ci vuole il "vietato ai minori" Il ministro della Cultura: "Un mondo pericoloso". Cercherà un accordo con Obama per limitare i siti in lingua inglese dal nostro inviato CRISTINA NADOTTI  LONDRA - Dice che non è una campagna contro la libertà di espressione, ma intanto chiede una vera e propria censura per Internet. L'ultimo di una lunga serie di attacchi alla libertà e all'essenza stessa della rete arriva dal ministro della Cultura britannico Andy Burnham che, con un'affermazione degna della caccia alle streghe, bolla Internet come "qualcosa di molto, molto complesso e un mondo piuttosto pericoloso" e annuncia un piano per valutare i siti con lo stesso sistema dei film: "vietato ai minori di". In una intervista al quotidiano The Daily Telegraph il ministro laburista si lancia in una crociata che vede in Internet un vaso di Pandora da richiudere al più presto. "Sono categorico in proposito - dice Burnham - su Internet si possono trovare contenuti che considero inaccettabili, quali, ad esempio, una decapitazione". Per riportare quelli che definisce "criteri di decenza" in rete, Burnham progetta di arruolare alla sua causa anche Obama. "Parlerò con la nuova amministrazione appena il presidente sarà ufficialmente in carica - annuncia - per definire degli standard comuni per i siti di lingua inglese. Un'opzione potrebbe essere quella di chiedere ai provider di indicare chiaramente se il materiale coontenuto nei siti è adatto a certe fasce di età". In pratica, così come accade per film e videogiochi, alcuni siti dovrebbero riportare la scritta "non adatto ai minori di..". Burnham è consapevole che le sue proposte alimenteranno ancora il dibattito sull'accessibilità di Internet e sui tentativi arrivati da più parte di controllare un mezzo che fa della libertà di espressione una delle sue caratteristiche intrinseche. "Non si tratta affatto di una campagna per limitare la libertà di espressione - dice il ministro - è piuttosto il tentativo di dare risposte a un problema che interessa molte persone, perché le mette a repentaglio. Dobbiamo dare ai genitori più possibilità per capire che cosa fanno i loro figli sulla rete, quali siti consultano e chi c'è dietro di essi. In questo momento non c'è alcuna garanzia in proposito". Tra le prime misure annunciate dal ministro della Cultura, l'imposizione a grandi provider come British Telecom, Tiscali, Aol e Sky di offrire servizi internet in cui gli unici siti accessibili sono quelli adatti anche ai bambini. "Se guardiamo agli esordi di Internet - spiega Burnham - vediamo che chi creò la rete aveva come obiettivo dichiarato di avere uno spazio al quale i governi non avessero accesso. Credo che sia venuto il momento di riconsiderare tali affermazioni". Il governo si erge infine a paladino delle persone diffamate da Internet e annuncia assistenza legale per coloro che hanno visto la loro reputazione minacciata da contenuti online. Tra le misure anche una legge per imporre a siti come Facebook e youTube di rimuovere immediatamente contenuti ritenuti offensivi o dannosi, senza bisogno di un'azione legale. A chi spetti il ruolo di giudice, per decidere immediatamente che quei contenuti sono da rimuovere, Burnham non lo dice. (fonte: repubblica.it) 12/10/2008 Il centrodestra aveva attaccato il giornalista: "Ospiti di sinistra" Il presidente di viale Mazzini: "Intervista realizzate con grande attenzione" Rai, Petruccioli difende Fazio "E' il Letterman italiano"  Fazio e Luciana Litizzetto ROMA - "Non esiste un caso Fazio. Lui è il nostro Letterman". Il presidente della Rai, Claudio Petruccioli, scende in campo in difesa del conduttore di Che tempo che fa attaccato dal centrodestra che lo ha accusato di essere troppo schierato con l'opposizione. E lo fa paragonandolo al prestigioso giornalista americano che condice da anni un programma seguitissimo. Parole pronunciate davanti lavori della commissione di Vigilanza Rai, dove oggi è si è presentato con il direttore generale Claudio Cappon. "Quelle di Fazio sono interviste realizzate con grande attenzione e legate ai fatti. Alla fine del ciclo si potrà giudicare sull'equilibrio. Ma devo dire che a Fazio è stato rinnovato da poco il contratto per i prossimi anni dal consiglio di amministrazione di Viale Mazzini con un solo voto contrario" dice il presidente Rai. Che assicura: "Sono assolutamente convinto che questi ultimi anni nella storia della Rai potranno essere iscritti come anni nei quali c'è stato più pluralismo". Durissima l'Idv: "Il clima di intimidazione nei confronti dei giornalisti è la conferma che la vigilanza Rai è ormai ridotta a semplice depandance della villa di Arcore" attacca l'Italia dei valori. (fonte: repubblica.it) 11/22/2008 ENDEAVOUR, NASA SODDISFATTA WASHINGTON - Nonostante una borsa degli attrezzi (del valore complessivo di 100 mila dollari) vaghi da tre giorni nello spazio, persa nel corso della prima passeggiata spaziale intorno a ISS, la Nasa si è detta soddisfatta di come sta procedendo la missione Endeavour attualmente in corso. Finalizzata in primo luogo a dotare la stazione spaziale internazionale ISS di una macchina per il riciclaggio delle urine in acqua potabile, la missione si sta svolgendo come previsto e nonostante l'inconveniente occorso due giorni fa all'astronauta Heidemarie Stefanyshyn-Piper, nel corso della seconda passeggiata spaziale lei e Shane Kimbrough hanno portato a termine senza problemi il lavoro di manutenzione . Il loro compito consisteva sia nella pulitura e nella lubrificazione degli ingranaggi che regolano il Solar Alpha Rotary Joint (Sarj), il complesso meccanismo dei pannelli solari di ISS; sia nella verifica di meccanismi necessari al riposizionamento della stazione per consentire l'attraccaggio della prossima missione della Soyuz. In tutto la passeggiata è durata 6 ore e 45' minuti e ogni operazione si è svolta regolarmente. "Questa volta fortunatamente non ho perso niente" ha detto al centro di controllo l'astronauta Stefanyshyn-Piper prima di rientrare nella stazione ISS con la borsa degli attrezzi ben assicurata a sé. La seconda della quattro passeggiate spaziali previste si è svolta nel giorno del decimo anniversario di ISS, e per questo dal centro di controllo sono arrivati via radio una serie di 'Happy Birthday' ai dieci astronauti che in questi giorni si trovano nella stazione. Nel frattempo è ricomparso il secondo dei due ragnetti che erano stati inviati sulla Stazione per una serie di osservazioni e che da qualche giorno era dato per disperso. Il ragno è ricomparso e secondo quanto riferito dagli astronauti sembra essere in buona salute. Così come il compagno, che nei primi giorni della missioni aveva costruito all'interno della gabbietta delle strane ragnatele in forma tridimensionale, totalmente diverse da quelle che è abituato a costruire sulla Terra. Dopo alcuni giorni di adattamento nello spazio ora è come se fosse rinsavito: la sua ragnatela adesso è tornata ad essere perfetta. Gli astronauti hanno realizzato un video al riguardo e lo hanno inviato al centro di controllo. (fonte: ansa.it) 11/21/2008 Il NYT: la ex first lady ha accettato. La nomina ufficializzata dopo Thanksgiving Il neopresidente sceglie l'italoamericana Napolitano per la posizione chiave della Sicurezza Hillary al posto di Condy Rice Geithner segretario al Tesoro  Hillary Clinton con Barack Obama WASHINGTON - Hillary Clinton sarà il nuovo segretario di Stato nel governo di Barack Obama. Dopo le indiscrezini sempre più insistenti, secondo il New York Times la ex first lady e candidata democratica alla Casa Bianca ha detto sì all'offerta del neopresidente. Prenderà il posto di Condoleezza Rice. Secondo la Cnn la nomina sarà ufficializzata dopo giovedì prossimo, giorno del Thanksgiving, la festa del Ringraziamento, molto sentita negli Stati Uniti. Anche il segretario al Tesoro ha un nome: quello di Timothy Geithner, presidente della Fed New York, che succede a Henry Paulson. La nomina per la senatrice di New York si sarebbe definitivamente sbloccata dopo che il marito, l'ex presidente americano Bill Clinton, ha accettato che tutte le attività future legate alle sue fondazioni siano sottoposte a controllo dallo staff di Obama per evitare che sorgano problemi di conflitto di interessi. Intanto, ieri è stata riempita un'altra casella chiave del gabinetto di Obama: per la delicata posizione del ministero per la Sicurezza interna, il presidente eletto ha scelto l'italo-americana Janet Napolitano. La governatrice dello Stato dell'Arizona, democratica, sostenitrice di Obama durante la sua campagna elettorale, era già stata indicata nella ristretta lista dei papabili a entrare nella squadra di governo. Una carriera in ascesa e puntellata da incarichi prestigiosi quella di Janet Napolitano, 50 anni: nel 2006 è stata eletta per un secondo mandato come governatrice dell'Arizona, lo Stato del senatore repubblicano John McCain sconfitto da Obama nella corsa alla Casa Bianca. Era già stata Procuratore generale dello stato dell'Arizona e procuratore generale federale, la prima donna per entrambe le cariche. Nel partito democratico ha guadagnato popolarità a partire dal suo intervento alla convention del 2004 (la stessa in cui si distinse l'allora giovane senatore nero dell'Illinois Barack Obama). Nel 2006 divenne la prima governatrice a presiedere l'Associazione nazionale dei governatori. La prima volta che Janet Napolitano si distinse a livello nazionale risale al 1991, in quanto avvocato in un noto processo per molestie sessuali che vedeva imputato un giudice della Corte Suprema. (fonte: repubblica.it) 11/14/2008 Travaglio: “Pisanu presidente Antimafia? Non si butta via niente…” “Riapre i battenti la commissione Antimafia. Una volta tanto non contiene pregiudicati. E, informa l’Ansa, ’stavolta si occuperà anche del rapporto mafia-politica, anche nella stagione delle stragi politico-mafiose: capitolo completamente scomparso da anni’. Resta da capire se il probabile presidente, il forzista Beppe Pisanu, sia l’uomo giusto al posto giusto”. Se lo chiede il giornalista Marco Travaglio, in un articolo dal titolo ‘Non si butta via niente’, nella sua rubrica settimanale ‘Ora d’Aria’, sul quottidiano ‘l’Unità’. Perchè? “Nella Prima Repubblica - scrive Travaglio - Pisanu era nella sinistra Dc, ma ebbe la carriera stroncata nel 1983, quand’era sottosegretario al Tesoro del governo Fanfani-5, dallo scandalo del Banco Ambrosiano, crocevia di P2, Ior, mafia e malapolitica. Pisanu dovette dimettersi per la sua amicizia col bancarottiere piduista Roberto Calvi, col gran maestro Armando Corona, col faccendiere Flavio Carboni (legato a esponenti della Banda della Magliana) e naturalmente con Silvio Berlusconi”. “Vennero fuori - continua Travaglio - le gite di Pisanu, Berlusconi e Calvi sullo yacht di Carboni, anche quando il banchiere era in libertà provvisoria dopo l’arresto. Poi anche Carboni finì in carcere per la tragica fuga d Calvi a Londra. Al pm milanese Pierluigi Dell’Osso che lo interrogava nel 1982, Pisanu spiegò che Carboni era ‘un valido interlocutore per le forze politiche di ispirazione cattolica’. Un’anima pia. Il sottosegretario del Tesoro, sempre scortato da carboni, aveva incontrato quattro volte Calvi. E subito dopo, l’8 giungo 1982, aveva risposto alla Camera alle allarmate interrogazioni delle opposizioni sul mega-buco dell’Ambrosiano rassicurando che andava tutto bene: ‘Le indagini esperite (dal Tesoro) all’estero sull’Ambrosiano non hanno dato alcun esito”. Due giorni dopo, Calvi fuggì a Londra per finire appeso al ponte dei Frati Neri”. “Nove giorni dopo - precisa il giornalista - il govenro dichiarò insolvente l’Ambrosiano, gettando sul lastrico migliaia di risparmiatori. Angelo Rizzoli racontò alla commissione Anselmi sulla P2: ‘Calvi disse a me e a Tassan Din che il discorso dell’on. Pisanu in Parlamento l’aveva fatto fare lui. Qualcuno mi ha detto che per quel discorso Pisanu aveva preso 800 milioni da Carboni”. Un’accusa mai dimostrata. Ma, per le sue frequentazioni, Pisanu fu duramente attaccato in commissione P2 dal missino Mirko Tremaglia e dal radicale Massimo Teodori. E fu costretto a lasciare il governo. Poi, sentito in commissione, ammise di avere un pò ’sottovalutato’ la gravità di certe amicizie”. “A metà degli anni ‘90 - ricorda ancora Travaglio - dopo lunga quarantena, si riciclò in Forza Italia fino a diventare ministro dell’Interno. Nel 2004 fu di nuovo interrogato come teste, stavolta dalla Procura di Palermo, a proposito di una telefonata intercettata il 10 gennaio fra Totò Cuffaro e Berlusconi: il premier avvertiva il governatore della Sicilia indagato per favoreggiamento alla mafia che, a proposito delle indagini sul suo conto, ‘il ministro dell’Interno… mi ha parlato e mi ha detto che… è tutto sotto controllo”. A che titolo il ministro Pisanu ‘controllava’ - se il Cavaliere non millantava - notizie su un’indagine segreta di mafia e ne informava il premier? Se davvero la commissione Antimafia vuole occuparsi di mafia e politica, potrebbe domandarlo a Pisanu. Semprechè Pisanu - conclude Travaglio - non ne sia il presidente. Altrimenti dovrebbe guardarsi allo specchio e domandarselo da solo”. (fonte: oknotizie.alice.it) RICCARDO VILLARI NUOVO PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI. NEL CAOS MINACIA LE DIMISSIONI.   Giornata tormentata a Viale Mazzini, al riguardo della elezione di Riccardo Villari nel ruolo di presidente della Vigilanza Rai. Una bufera senza fine ha coinvolto la Rai e l'intera cronaca politica e non. Ecco la notizia: VIGILANZA RAI: MAGGIORANZA VOTA VILLARI (PD) CHE ANNUNCIA DIMISSIONI (ASCA) - Roma, 13 nov - Oltre cinque mesi di attesa, quarantasei votazioni, di cui quarantaquatre' in solitaria, una granitica difesa da parte delle opposizioni del candidato Leoluca Orlando e, con lui, di tutta l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Partito cui, secondo lo schema post-elettorale del 14 aprile, spettava la presidenza della Vigilanza Rai. E un presidente, infine, scelto dalla maggioranza tra le file del Partito democratico senza i voti delle opposizioni: il senatore Riccardo Villari, esponente del Pd campano, che annuncia di volersi dimettere, ma solo dopo aver informato dell'evolversi della situazione le massime cariche dello Stato.Questo il bilancio dell'elezione del presidente di Vigilanza Rai, arrivata oggi a un primo punto fermo che rappresenta pero' solo l'inizio di una complicata partita che comprende il rinnovo urgente dei vertici del servizio pubblico radio-televisivo, scaduto ormai dal 31 maggio. In attesa di sapere se e quando il neo-presidente dara' corso alla decisione di dimettersi, annunciata per telefono al leader del partito Walter Veltroni, si registra l'intenzione del Pd, attraverso i capigruppo a Camera e Senato, di inasprire lo scontro tra maggioranza e opposizione aprendo ''nel Parlamento una fase senza precedenti per l'intensita' dello scontro parlamentare'' per contrastare quella che gli stessi hanno definito una ''grave rottura della prassi istituzionale''. E con il responsabile Informazione del partito, Paolo Gentiloni che annuncia di avviare ''una battaglia senza quartiere con la maggioranza che non riconosce i diritti delle opposizioni''.E se Veltroni considera quello del Pdl un atto ''inimmaginabile'' e inedito, ''qualcosa che avviene nei regimi e non in democrazia'', il partito del premier definisce lo stesso atto, con il capogruppo in commissione Alessio Butti, ''una prova di elevato profilo politico che ha evidenziato il senso di responsabilita' istituzionale che caratterizza il Pdl''. Il fatto che Orlando abbia ottenuto risultati ''ben lontani dall'obiettivo di riunire sul suo nome tutto il centrosinistra'' testimonia per Butti ''il profondo disagio dell'opposizione e soprattutto nel Pd sempre piu' succube di Di Pietro''. Un Di Pietro che, intervenendo in Aula alla Camera durante la discussione della Finanziaria, ha tuonato, rivolgendosi ''al presidente del consiglio che non c'e''': ''lei e' come il dittatore argentino Jorge Videla, ha umiliato e umilia ogni giorno il Parlamento'' perche' ''ha permesso una deriva antidemocratica'' con la maggioranza che si ''e' scelta'' il presidente della commissione di Vigilanza Rai. (fonte: scavicchialanotizianew.blogspot.com) 11/5/2008 Il primo candidato afro-americano conquista la Casa Bianca vincendo dall'Est all'Ovest Travolta la soglia dei 270 voti elettorali. Vittoria nei fortini repubblicani di Florida e Ohio Trionfa Obama, nuovo presidente E l'America si disegna di blu dal nostro inviato ALBERTO FLORES D'ARCAIS  PHOENIX - Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America. Il primo candidato afro-americano conquista la Casa Bianca in modo trionfale, vincendo dall'Est all'Ovest, dalle Montagne Rocciose agli Appalachi, conquista gli Stati repubblicani decisivi con un'onda d'urto che ridisegna di blu, il colore dei Democratici, la mappa elettorale degli Usa. Erano appena passate le sette del pomeriggio quando i network televisivi, primi arbitri del risultato, gli hanno assegnato la vittoria. Dieci minuti dopo, come vuole la tradizione americana, lo sconfitto John McCain gli ha concesso la vittoria: "Ho avuto l'onore di congratularmi con il senatore Obama, che questa notte è diventato il nuovo presidente degli Stati Uniti". Non c'è dubbio che si è trattato di un trionfo e questa volta gli elettori hanno confermato i sondaggi che vedevano unanimemente vincitore il candidato democratico. Obama conquista il voto popolare staccando McCain di quattro milioni di voti e conquista almeno 335 voti elettorali (ne bastavano 270) quando ne devono essere assegnati ancora 49. Vince in Florida e Ohio, i due Stati che avevano portato Bush alla Casa Bianca nel 2000 e nel 2004, conquista la Virginia, dove l'ultima vittoria democratica risaliva al 1964, con tre punti di vantaggio e ottine una clamorosa vittoria, sia pure per poche migliaia di voti in North Carolina, lo Stato del profondo sud dove l'elettorato afro-americano ha fatto la differenza. Quando mancano da assegnare solo tre Stati è leggermente in testa in Montana e Indiana e leggermente indietro in Missouri. Stravince la battaglia del West conquistando in un colpo solo Colorado, Nevada e New Mexico. La valanga democratica si fa sentire anche al Congresso. I democratici avanzano alla Camera dove conquistano come minimo tredici nuovi deputati e si aggiudicano diversi seggi al Senato. Non saranno forse sufficienti per raggiungere quel quota 60 che renderebbe il Senato blindato, ma per i repubblicani la sconfitta di Elizabet Dole in North Carolina e di John Sununu in New Hampshire insieme alla perdita dei seggi della Virginia, del Colorado e del New Mexico è di quelle che bruciano. Mentre nel Grant Park di Chicago una folla si preparava a festeggiare Obama il nuovo presidente ha ricevuto anche le congratulazioni di Bush: "Presidente eletto, mi congratulo. Che fantastica notte per lei, la sua famiglia e i suoi sostenitori. Io e Laura abbiamo chiamato per congratularci con lei e sua moglie. Prometto di rendere dolce questa transizione. Lei è in procinto di intraprendere uno dei più grandi viaggi della vita". Nella notte feste spontanee sono esplose in ogni angolo d'America. Da Harlem ad Atlanta, dai campus universitari ai quartieri ispanici, decine di migliaia di persone di ogni età, razza e religione sono scese in strada per festeggiare una vittoria epocale. A New York, Times Square si è riempita di gente mentre l'Empire State Building, che era colorato di rosso e blu in spirito bipartisan ha cambiato colore per illuminarsi con il blu democratico. (fonte: repubblica.it ) 10/6/2008
Los descubridores del virus del sida y del papiloma humano, Nobel de Medicina
Se trata de los franceses Françoise Barré-Sinoussi y Luc Montagnier, y del alemán Harald zur Hausen
El Instituto Karolinska de Estocolmo ha distinguido con el Nobel de Fisiología o Medicina 2008 a tres investigadores consagrados a la lucha de enfermedades que afectan a millones de personas en todo el mundo. Se trata de tres virólogos, el alemán Harald zur Hausen y los franceses Françoise Barré-Sinoussi y Luc Montagnier. El primero de ellos ha sido premiado "por su descubrimiento de los virus del papiloma humano causantes del cáncer cervical" o también llamado de útero, el segundo cáncer más común entre las mujeres. Los dos científicos franceses han sido reconocidos "por su descubrimiento del VIH", el agente causante del síndrome de inmunodeficiencia adquirida (SIDA).
Tras la detección de los primeros casos de sida en 1981 en EE UU, numerosos equipos de científicos comenzaron a buscar el agente culpable de la enfermedad. Dos años después, en 1983, un grupo de especialistas del Instituto Pasteur de París liderado por Françoise Barré-Sinoussi y Luc Montagnier descubrieron el virus causante del sida a partir del análisis de los hinchados ganglios linfáticos de pacientes severamente inmunodeprimidos. Barré-Sinoussi y Montagnier definieron el virus encontrado como lymphadenopathy-associated virus (virus asociado a la linfoadenopatía, LAV), que después recibiría el nombre definitivo de human immunodeficiency virus (virus de la inmunodeficiencia humana, VIH).
La Academia sueca destaca que nunca antes la ciencia había logrado en tan corto espacio de tiempo encontrar el origen de un síndrome que devino en pandemia. Esto ha permitido determinar el comportamiento del virus, el diagnóstico de la enfermedad y limitar la expansión del sida gracias al desarrollo de antivirales, que han posibilitando que, actualmente, la esperanza de vida de las personas con sida sea prácticamente la misma que la de aquellas sin el virus. Los científicos creen que el VIH pasó de los chimpancés a los humanos en el oeste de África a principios del siglo XX, aunque lo que no se sabe aún es por qué se extendió tan rápidamente a partir de 1970.
Espaldarazo a Montagnier respecto a Gallo
En la actualidad, Françoise Barré-Sinoussi, nacida en 1947, trabaja en el departamento de Virología del Instituto Pasteur de París. Luc Montagnier, nacido en 1932, forma parte de la Fundación Mundial para la Investigación y Prevención del Sida de París.
El Nobel es un espaldarazo a Montagnier en la polémica sobre la paternidad del hallazgo del virus que durante la década de los 80 mantuvo con el estadounidense Robert Gallo. Ambos sellaron la paz años más tarde para unir esfuerzos en la lucha contra la pandemia, después de que Gallo admitiera la paternidad francesa. Montagnier y Gallo compartieron en 2000 el Premio Príncipe de Asturias de Investigación Científica y Técnica por sus trabajos sobre el VIH.
En contra de las teorías dominantes en la década de 1970, Harald zur Hausen (Gelsenkirchen, 1936), quien actualmente preside el Centro de Investigación de Heidelberg, postuló que el virus del papiloma humano (HPV, por sus iniciales en inglés) jugaba un importante rol en el desarrollo del cáncer cervical, el segundo más común entre las mujeres. A partir de estudios con liebres, el investigador alemán logró aislar dos cepas del virus del papiloma humano implicadas en el 70% de los tumores de cuello de útero. Sus descubrimientos permitieron el desarrollo de la vacuna contra el papiloma humano, en el mercado desde 2006.
El premio de Medicina está dotado con diez millones de coronas suecas (un millón de euros) y, como el resto de galardones Nobel, se entregará el próximo 10 de diciembre, aniversario de la muerte de su fundador, Alfred Nobel. Los tres galardonados hoy suceden a los genetistas Mario Capecchi, Oliver Smithies y Martin J. Evans, premiados en 2007 por sus descubrimientos relacionados con las células madres embrionarias y la recombinación del ADN en mamíferos. Zur Hausen se llevará la mitad de los diez millones de coronas con que está dotado el galardón, mientras que los dos franceses se repartirán la otra.
El anuncio del Nobel de Medicina abre la ronda de estos prestigiosos premios, que continuará esta semana, día a día, por este orden, con los de Física, Química, Literatura y de la Paz; y finalizará el próximo lunes día 13 con el de Economía.
da elpais.es 9/23/2008
Reporteros sin Fronteras y la Burma Media Association expresan la inmensa alegría que sienten ante el anuncio de la puesta en libertad, el 23 de septiembre de 2008, del célebre periodista U Win Tin, que ha permanecido diecinueve años detenido. Ha salido del centro de detención de Insein vestido con el traje de preso, tras conseguir que la Junta Militar decidiera su libertad anticipada antes de las elecciones, previstas para 2010.
"La salida de U Win Tin de la cárcel representa un inmenso alivio para ambas organizaciones, que han trabajado juntas recordando si cesar su inocencia. Diecinueve años de cárcel por defender pacíficamente los valores democráticos es inaceptable. Su libertad representa un momento histórico que, esperamos, anticipe la libertad de otros periodistas y opositores. Esperamos que U Win Tin pueda continuar su combate pacífico por la libertad de prensa y la instauración de la democracia en Birmania", han manifestado las dos organizaciones.
Justo después de su puesta en libertad, a las 16 horas, U Win tin ha respondido en su domicilio a preguntas de los periodistas. Entre otras cosas ha dicho: "Voy a seguir haciendo política porque soy un político. Y no he firmado el documento 401 que me obligaría a abandonar este rol. A partir de ahora voy a seguir apoyando a Aung San Suu Kyi y a la Liga Nacional para la Democracia. Pronto cumpliré 80 años, pero no voy a pararme. Lo supe esta mañana, por un oficial, aunque no me lo creía. La última vez me hicieron la misma promesa, y luego no me pusieron en libertad. Por eso me he negado a quitarme el traje de preso".
Este mismo día, el diario oficial New Light of Myanmar anunciaba que iban a salir en libertad 9.002 presos, para que puedan participar en las elecciones de 2010. Un puñado de presos políticos ha aprovechado la decisión, que se ha producido un año después de la sangrienta represión de las manifestaciones democráticas.
U Win Tin, detenido el 4 de julio de 1989 y condenado a un total de veinte años de cárcel, entre otras cosas por "propaganda antigubernamental", fue redactor jefe del diario Hanthawathi, Vicepresidente de la Asociación de Escritores de Birmania y mentor político de Aung San Suu Kyi. En el transcurso de sus veinte años de detención ha padecido malos tratos, sobre todo en 1997, cuando las autoridades descubrieron que había pasado información a Naciones Unidas. Pero su estatuto internacional le ha permitido estar en una celda especial y tener acceso a algunos cuidados médicos.
A propósito de U Win Tin, Aung san Suu Kyi escribió: "Era natural que quienes creen en la libertad intelectual y la justicia fueran los primeros comprometido en el movimiento democrático de 1988. Desde el principio, U Win Tin tuvo un papel activo en la Unión de Escritores, que se creó en las primeras semanas del movimiento. Su innegable habilidad y su fuerza de convicción hicieron de U Win Tin un objeto privilegiado de quienes de oponen a la causa democrática".
En Birmania sigue habiendo ocho periodistas encarcelados, entre ellos Zaw Thet Htwe, actualmente juzgado en el interior de la cárcel de Insein.
da rsf.org 9/17/2008 La politica delle puttane
9/15/2008 La scomparsa annunciata dai familiari È morto Richard Wright, uno dei padri dei Pink Floyd Il tastierista della mitica band inglese aveva 65 anni. Era malato da tempo di cancro  I Pink Floyd nel 1967 (Ap) LONDRA - E' morto a 65 anni Richard Wright, uno dei fondatori - insieme a Roger Waters, Syd Barrett e Nick Mason- dello storico gruppo dei Pink Floyd. Il decesso del tastierista, che aveva un cancro, è stato anunciato dalla famiglia. Wright aveva incontrato Waters, Mason e Barrett, che uscì dal gruppo dopo circa due anni ed è morto nel 2006, al college a Cambridge, dove erano tutti studenti. Fondarono prima un altro gruppo che si chiamava Sigma 6, successivamente diventato Pink Floyd. LA SUA FIRMA - Wright è l'autore di alcune canzoni come The Great Gig In The Sky e Us And Them e On the Run nel disco del 1973 The Dark Side Of The Moon, che sono entrate nella storia del rock. Lasciò la band agli inizi degli anni '80 per dedicarsi all'attività di solista, per poi rientrare nel gruppo per partecipare al nuovo cd A Momentary Lapse of Reason, all'indomani della dolorosa separazione, nel 1985, tra Roger Waters e il resto del gruppo, capitanato da David Gilmour, il virtuoso chitarrista subentrato nel 1968 a Syd Barrett. Wright ha dato anche un contributo importante alla nascita dell'ultimo grande album dei Pink Floyd, The Division Bell. PADRI DELLA MUSICA PSICHEDELICA - I Pink Floyd, impegnati in un primo periodo in una continua ricerca di sonorità psichedeliche e sperimentazioni elettroniche, sviluppate nel disco The Piper at the Gates of Dawn, uscito nel 1967, raggiunsero in seguito il successo mondiale grazie a canzoni come Wish You Were Here e Money, e con concept-album quali The Dark Side of the Moon e The Wall. ARCHITETTO MANCATO - La lotta di Richard Wright contro la malattia è stata «breve», come ha comunicato la famiglia. Nato in una famiglia benestante nel quartiere di Hatch End a Londra, Wright frequenta da studente il London College of Music, dove ha il suo primo contatto con la musica. Abbandona però le lezioni di pianoforte dopo appena due settimane per iscriversi alla facoltà di architettura al politecnico di Regent Street. Qui conosce Roger Waters e Nick Mason, ma ben presto abbandona gli studi per seguire la sua passione per la musica. Nel 1965 i tre, insieme a Syd Barrett, fondano i Pink Floyd. Dopo l'uscita di Syd Barrett, Wright diventa il compositore melodico del gruppo. La somiglianza della sua voce con quella del chitarrista subentrato a Barrett, David Gilmour, viene sfruttata per creare in alcune canzoni effetti sonori entrati nella storia della musica. L'ESILIO - Wright, che ha contribuito in modo decisivo all'elaborazione dicelebri brani dei Pink Floyd, come A Saucerful of Secrets, Echoes, e Shine on You Crazy Diamond, fu di fatto esiliato da Waters durante la registrazione del mitico doppio The Wall (divenuto un film sotto la regia di Alan Parker). A convincere alla cacciata il padre-padrone del gruppo erano stati i problemi personali di Wright, il divorzio e, probabilmente, un eccessivo uso di cocaina (peraltro sempre smentito dall'interessato). Wright continuò a suonare nelle tournée del 1980 e 1981, ma solo come musicista stipendiato. L'album successivo, The Final Cut (1983), è l'unico a cui Rick Wright, ormai definitivamente allontanato dal gruppo, non contribuisce. Nonostante questo, lui e il batterista Nick Mason sono i soli componenti del gruppo ad aver suonato in ogni concerto dei Pink Floyd, posto che The Final Cut non ebbe alcun tour promozionale. IL RITORNO - Wright fu richiamato da Gilmour per dare una mano durante le session conclusive di A momentary lapse of reason (1987) per venir reintegrato a pieno titolo come membro del gruppo con l'album Delicate Sound of Thunder (1988). Nell'album successivo, Division Bell (1994), scrisse cinque canzoni e cantò Wearing the Inside Out, certificando la sua personale rinascita artistica. Da un punto di vista strumentale i Pink Floyd devono a Richard Wright la costruzione del «muro sonoro» sul quale si stagliavano gli epici assoli di Gilmour. (fonte: corriere.it) 9/14/2008
Partito da Londra "Small Places Tour", il progetto di Amnesty International per celebrare il 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. Ieri sera a Roma il concerto di Gianmaria Testa, sabato i Modena City Ramblers
11/09/2008
Il nuovo Ambasciatore della coscienza di Amnesty International, Peter Gabriel, e The Edge, che ha già ricevuto il Premio insieme agli U2, hanno partecipato, ieri all'Hard Rock Café di Londra, al lancio del progetto di Amnesty International "Small Places Tour". Durante l'evento è stata presentata una prima lista di 545 concerti, che potrebbero diventare più di 1000, in 50 paesi.
"Small Places Tour" è il più ambizioso progetto di musica e diritti umani dallo "Human Rights Now! Tour" del 1998, con centinaia di concerti ed eventi in tutto il mondo fra il 10 settembre e il 10 dicembre, anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, di cui il Tour celebra il 60° anniversario.
"Small Places Tour" è ispirato al famoso discorso di Eleanor Roosevelt sui "piccoli posti" del 1958; si chiede ai musicisti di utilizzare le loro voci, la musica e le azioni, a supporto della campagna di Amnesty che commemora i 60 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani e che ha l'obiettivo di rendere la promessa di diritti universali e indivisibili una realtà per tutte e tutti.
Quello che caratterizza "Small Places Tour" è che gli artisti possono contribuire a raccogliere fondi e far crescere la consapevolezza comune, prendendo parte a concerti di beneficenza, offrendo biglietti omaggio, vendendo all'asta oggetti o ricordi, facendo regali ai fan durante i loro tour.
Bill Shipsey di Art For Amnesty ha dichiarato: "'Small Places Tour' raggiungerà più persone dei concerti 'Conspiracy of Hope' e 'Human Rights Now! Tour' messi insieme. Questo dimostra quanto sia ancora viva e forte la causa dei diritti umani fra gli artisti e i loro fan. La Dichiarazione avrà anche 60 anni, ma è ancora fonte d'ispirazione per le nuove generazioni di artisti".
Il lancio ha avuto luogo dopo la nomina di Peter Gabriel ad Ambasciatore della coscienza 2008 per il suo instancabile lavoro per i diritti umani. Accettando il Premio, già conferito a Nelson Mandela, Václav Havel, Mary Robinson e agli U2, ha dichiarato: "È stato grazie ai tour per Amnesty International che ho incontrato per la prima volta, in tutto il mondo, persone che lavorano per i diritti umani. È stato impossibile allontanarmi da loro e dalle loro straordinarie storie di sofferenza e coraggio; per questo il Premio Ambasciatore della coscienza vuol dire così tanto per me".
"Spero che 'Small Places Tour', dedicato al 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, possa essere davvero un aiuto per rafforzare e consolidare questo straordinario documento che è stato fondamentale per la vita di così tanti cittadini e cittadine nel mondo, e una fonte d'ispirazione per tutti quelli che vi prenderanno parte" - ha concluso l'artista. Il Premio è stato consegnato da The Egde.
Per quanto riguarda l'Italia, "Small Places Tour" è stato ospitato nel corso del concerto di Gianmaria Testa alla Casa del Jazz di Roma. Sabato sarà la volta dei Modena City Ramblers, che si esibiranno sempre a Roma al Villaggio Globale.
Hanno già aderito a "Small Places Tour" anche Têtes de bois, Ultimavera, Mario Crispi degli Agricantus, Fab-Ensemble, Terramaris.
da amnesty international italia 9/11/2008 hanno agito per «difendere l'ambiente, un bene comune, dall'impatto dei cambiamenti climatici» Assolti da un tribunale inglese sei militanti di Greenpeace: «Motivazione legittima» Danneggiata la ciminiera di una centrale a carbone nel Kent, che produce 20mila tonnellate di Co2 ogni giorno  La ciminiera dipinta dai militanti (da internet) LONDRA - Sei attivisti di Greenpeace sono stati assolti dal tribunale di Maidstone in Gran Bretagna, in base al principio che «la difesa del clima non è reato» e può essere invocata come «scusa legittima». Erano finiti sotto processo per aver danneggiato una centrale a carbone durante una manifestazione di protesta. Una sentenza destinata probabilmente a far storia nella giurisprudenza del Regno Unito e che rischia di complicare i progetti energetici del governo Brown, deciso a varare una nuova controversa generazione di centrali a carbone e nucleari. MOTIVAZIONE LEGITTIMA - I sei militanti erano accusati di aver causato danni per circa quarantamila euro quando, un anno fa, tentarono di bloccare la centrale di Kingsnorth nel Kent, scalando la ciminiera e dipingendo lungo la parete il nome del primo ministro britannico. Gli avvocati di Greenpeace hanno chiesto e ottenuto un verdetto di «non colpevolezza» insistendo sul fatto che il comportamento degli imputati era giustificato da una motivazione legittima: gli attivisti hanno cercato di bloccare la centrale per «difendere l'ambiente, un bene comune, dall'impatto dei cambiamenti climatici». Alla fine di un processo di otto giorni e sulla scia di testimonianze rese da un nutrito numero di esperti in materia, la giuria popolare ha dato ragione agli ecologisti sostenendo che i danni alla ciminiera non possono essere considerati «criminali» e di rilevanza penale perché la finalità era quella di impedire danni molto più drammatici e devastanti all'ambiente. 20MILA TONNELLATE DI CO2 - La giuria è stata informata che la centrale a carbone di Kingsnorth emette 20mila tonnellate di Co2 al giorno, la stessa quantità emessa in tutto dai 30 paesi al mondo meno inquinanti, e che la situazione si aggraverà ulteriormente se il governo di Sua Maestà la spunta e riesce a far costruire una nuova centrale a carbone vicino al sito già esistente sulla penisola di Hoo, in Kent. Azioni di protesta del genere sono state effettuate da attivisti di Greenpeace in tutto il mondo. In Italia, sono state prese di mira le centrali a carbone di Porto Tolle (Rovigo), Civitavecchia e Brindisi. (fonte: corriere.it) 9/10/2008 esperimento storico: gli scienziati sperano di poter ricreare le condizioni del Big Bang Ginevra, acceso il super acceleratore E al Cern si brinda: «Funziona tutto» "Sparati", ma non simultaneamente, due fasci di protoni in entrambi i sensi dell'anello di 27 chilometri  GINEVRA - Nonostante i «piccoli problemi elettrici» sorti nella notte, si è acceso il più grande l'acceleratore del mondo, il Large Hadron Colider (Lhc) del Cern di Ginevra. Il primo fascio di protoni è stato «sparato» alle 9.45 (con qualche minuto di ritardo) quasi alla velocità della luce e ha completato con successo il primo giro dell'anello lungo 27 chilometri della più grande macchina mai costruita al servizio della fisica. I ricercatori del centro di controllo del Cern di Ginevra hanno accolto con un applauso il completamento della prima fase dell'esperimento. Un grande applauso e un brindisi hanno salutato l'evento storico anche nella sede dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) a Roma, in collegamento con il Cern di Ginevra. SECONDO FASCIO - A sorpresa, una, volta bloccato il primo fascio di protoni, i fisici hanno iniettato un secondo fascio di protoni che viaggia in senso opposto al primo: è il secondo grande passo in questa fase di rodaggio della macchina più grande e potente mai costruita al servizio della fisica moderna, l'Lhc. Anche questo secondo fascio di protoni, prima di completare senza problemi il percorso, ha attraversato l'anello «a tappe forzate», in un percorso cioè nel quale i protoni vengono iniettati e poi bloccati periodicamente in determinati punti del percorso da schermi simili a lastre fotografiche. «LA SPERANZA DI GRANDI SCOPERTE»- «Abbiamo due emozioni: la soddisfazione per aver completato una grande missione e la speranza di grandi scoperte davanti a noi». Così Robert Aymar, direttore generale del Cern di Ginevra, ha commentato il via agli esperimenti del maxi-acceleratore. LAMPO DI PROTONI - Durante il primo giro è stato osservato anche un lampo di particelle mentre il fascio di protoni attraversava il gas residuo presente nel rivelatore di uno dei quattro esperimenti, il Cms. Non si è trattato, naturalmente, di una collisione fra protoni perché nell'anello non sono stati iniettati fasci in sensi opposti, ma il lampo è stata tuttavia la prima evidenza che tutto ha funzionato in maniera corretta. «UN SUCCESSO» - La tensione era altissima, a Ginevra come a Roma (all'Istituto nazionale di fisica nucleare), dove i ricercatori hanno seguito le ultime fasi del percorso del primo fascio di protoni iniettato nell'anello dell'acceleratore seduti in cerchio attorno ai monitor del centro di controllo dell'Lhc. Erano presenti tutti gli ex direttori generali del Cern, compresi gli italiani Luciano Maiani, oggi presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), e Carlo Rubbia. «È andato tutto benissimo e la macchina funziona perfettamente» ha detto Maiani. «È più emozionante di un lancio spaziale», ha spiegato il presidente dell'Infn, Roberto Petrozio, commentando tutte le fasi dell'evento. «Quello di oggi è un lancio del microcosmo che promette di avere un'importanza fondamentale per la fisica». CACCIA ALLA «PARTICELLA DI DIO - Sono partiti dunque i quattro esperimenti previsti nel progetto più ambizioso della fisica moderna: gli scienziati sperano che possa materializzarsi il bosone di Higgs, detta la «particella di Dio», una particella inafferrabile che spiega l'esistenza della massa, mai individuata, ma solo ipotizzata dallo scienziato scozzese Peter Higgs. In sostanza si spera di ricreare le condizioni del Big Bang che ha generato l'universo svelando i misteri della fisica particolare. Altri esperti tuttavia hanno manifestato il timore che si possa invece generare anti-materia - i cosiddetti buchi neri - e questo ha scatenato l'interesse generale nei confronti della fisica delle particelle prima dell'avvio della macchina. Il Cern ha assicurato che le preoccupazioni sono infondate e che il Large Hadron Collider è sicuro. (fonte: corriere.it)
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