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IL CORRIERE DEL BARBONE

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Il Corriere Del Barbone

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Ultimo aggiornamento: 29/12/2008





12/29/2008

POLITICA - ESTERI

Il vicepremier di Gerusalemme: "Nella Striscia governi chiunque tranne loro"
Il ministro Livni: "In guerra i civili pagano un prezzo". L'Anp sospende i negoziati

Israele: "Vogliamo rovesciare Hamas"
E l'Onu chiede la tregua immediata

Ban Ki-moon: "Entrambe le parti cessino il fuoco", appello ai leader arabi
E domani pomeriggio vertice straordinario dei ministri degli Esteri europei

Israele: "Vogliamo rovesciare Hamas" E l'Onu chiede la tregua immediata

Tzipi Livni

ROMA - Continuano senza sosta i raid sulla Striscia di Gaza. E mentre sul terreno piovono le bombe israeliane da un lato, e i razzi palestinesi dall'altro, prosegue anche la guerra di parole. "Vogliamo rovesciare Hamas", dice da Gerusalemme il vicepremier del governo Olmert. Mentre sul fronte palestinese l'Anp dichiara la sospensione dei negoziati di pace. Il tutto nel giorno in cui il segretario generale Onu, Ban Ki-moon, chiede a entrambe le parti un cessate il fuoco immediato. Per domani, poi, è previsto un vertice straordinario dei ministri degli Esteri Ue, centrato sulla crisi in Medio Oriente. E intanto il titolare della Farnesina, Franco Frattini, in un'intervista al Tg1 fa appello alla Lega Araba "perché finiscano i lanci di missili da parte di Hamas che purtroppo ha violato la tregua: è un'organizzazione terroristica e lo sta dimostrando".

La posizione del governo israeliano. Il vice primo ministro Haim Ramon, che è anche membro del gabinetto di sicurezza, dichiara in tv che "l'obiettivo dell'operazione è di far cadere il regime di Hamas. Fermeremmo immediatamente l'operazione se ci fosse qualcuno che si mettesse alla guida di Gaza, chiunque tranne Hamas. Quello che fa l'esercito israeliano in questo momento è impedire ad Hamas di controllare il territorio. Hamas non è una superpotenza, come la Russia o gli Usa ma un'organizzazione terrorista che ha preso il controllo con la forza contro tutte le leggi internazionali". E sempre oggi il ministro degli Esteri, Tzipi Livni, interviene sulle perdite palestinesi: "Purtroppo in guerra qualche volta anche i civili pagano il prezzo. Noi cerchiamo di evitare vittime civili, Hamas cerca i bambini da uccidere. Sta prendendo di mira, in maniera deliberata, le scuole e gli asili, cittadini e civili perché questo rispecchia i loro valori. I nostri valori sono completamente diversi".

L'Anp lascia i negoziati. L'Autorità nazionale palestinese annuncia la sospensione dei colloqui di pace con Israele, e la moratoria su tutti i contatti politici. A dirlo è il capo dei negoziatori Abu Ala: "Non è possibile trattare di fronte alla portata degli attacchi contro i palestinesi", dichiara.

La Casa Bianca: "Stop ai razzi". Hamas fermi i lanci di Qassam e "accetti una tregua duratura": questo il monito che arriva da Washington. A parlare è il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, Gordon Johndroe: "Questo è ciò a cui gli Stati Uniti stanno lavorando. Israele, prosegue, "ha chiarito che non ha alcuna intenzione di rioccupare Gaza", sta solo "dando la caccia ai terroristi che lanciano razzi e colpi di mortaio e sta prendendo i provvedimenti che ritiene siano necessari per affrontare la minaccia terroristica".

L'Onu chiede la tregua. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, chiede a Israele e Hamas "un cessate il fuoco immediato". Ribadisce che le violenze messe in atto da Hamas "sono inaccettabili" ma giudica troppo pesante la risposta israeliana: "L'eccessivo uso della violenza a Gaza è da condannare". E si appella ai leader dei paesi arabi: "Ritengo che i partner internazionali e regionali non abbiano fatto fatto abbastanza. I ministri degli Esteri dei paesi arabi si incontreranno presto per un meeting di emergenza. Li esorto ad agire rapidamente e in modo decisivo per porre fine a questa impasse''.

I leader europei. Domani a Parigi, alle 18,30 si tiene un vertice straordinario dei ministri degli Esteri Ue, convocato dalla Francia. Oggi invece il Quirinale riferisce di un colloquio telefonico tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente israeliano Shimon Peres, sulla crisi in atto e sulle condizioni per riprendere un dialogo di pace. Da Londra, il ministro degli Esteri britannico, David Miliband, giudica "inaccettabile" la morte di bambini e di altri innocenti, sotto le bombe. Angela Merkel telefona al premier Ehud Olmert: "La colpa della situazione è di Hamas ma attenzione alle vittime civili", dice.

(fonte: repubblica.it)

POLITICA - ITALIA

Si chiede di spostare "ad altra sede" e "destinare ad altre funzioni" il procuratore di Salerno
uno dei protagonisti dello scontro con la Procura di Catanzaro sulle inchieste di De Magistris

Why Not, richiesta della Cassazione
"Trasferire il procuratore Apicella"

Why Not, richiesta della Cassazione "Trasferire il procuratore Apicella"

Luigi De Magistris

ROMA - La Procura generale presso la Corte di Cassazione ha chiesto al Csm di trasferire ad altra sede e al altre funzioni il procuratore della Repubblica di Salerno, Luigi Apicella, uno dei protagonisti dello scontro con la procura di Catanzaro legato alle inchieste dell'ex pm del capoluogo calabrese Luigi De Magistris. La sezione disciplinare del Csm si occuperà della richiesta nella Camera di Consiglio straordinaria fissata il 10 gennaio prossimo.

La "richiesta urgente" è stata inviata oggi al Consiglio superiore della magistratura per il trasferimento - si legge in una nota di Palazzo dei Marescialli - "ad altra sede e di destinazione ad altre funzioni del dottor Luigi Apicella, procuratore della Repubblica presso il tribunale di Salerno". In questo modo il Procuratore Generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, ha esercitato l'azione disciplinare, potere che condivide insieme con il ministro della Giustizia.

La Sezione disciplinare del Csm esaminerà in una Camera di consiglio a porte chiuse la richiesta di trasferimento. E' presumibile che la Procura generale della Suprema Corte abbia avviato istruttorie, non ancora concluse, su altri magistrati coinvolti nello scontro tra le due procure culminato con il blitz presso gli uffici giudiziari di Catanzaro e con il sequestro degli atti disposto dalla procura di Salerno, al quale i magistrati avevano risposto con un contro-sequestro e l'iscrizione nel registro degli indagati dei loro colleghi campani. Non è da escludere che all'atto di incolpazione con richiesta di misura cautelare urgente a carico di Apicella ne facciano seguito anche altre, nei confronti di alcuni dei protagonisti della vicenda.

A sollecitare iniziative disciplinari era stato d'altronde lo stesso Csm dopo aver ascoltato i magistrati protagonisti della inedita 'guerra' tra procure. Ad attivarsi, chiedendo le trascrizioni delle audizioni, erano stati sia la procura generale della Cassazione che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

Le due istruttorie hanno proceduto parallelamente. Se il pg della Cassazione è già arrivato a una sua prima conclusione, gli ispettori del ministro Alfano - secondo quanto si è appreso - sono ancora al lavoro, pur avendo già rilevato alcuni profili sanzionabili dal punto di vista disciplinare, tra cui le modalità delle perquisizioni a carico dei magistrati di Catanzaro (uno di essi, Salvatore Curcio, sarebbe stato fatto denudare), e il sequestro di un intero fascicolo giudiziario (l'inchiesta Why not) considerato come corpo del reato.

(fonte: repubblica.it)

12/28/2008

POLITICA - ESTERI

Il bilancio è di oltre 270 morti e 620 feriti

Secondo giorno di raid aerei su Gaza
Nuovi razzi lanciati contro Israele

gaza

I militari: «Gli attacchi contro Hamas continuano». Appello dell'Onu: «Fermate tutte le armi»

GAZA - È guerra, e secondo il presidente palestinese Abbas «questo massacro si poteva evitare». Nella striscia di Gaza domenica segna il secondo giorno di un conflitto che conta già un bilancio drammatico: secondo fonti ospedaliere sono oltre 270 le vittime e 620 feriti, tra cui molte donne e bambini, mentre Hamas parla di 400 morti e oltre 1000 feriti. All'alba nuovi massicci raid dell'aviazione israeliana mentre una salva di razzi, sparati da Gaza, è caduta in diversi centri del sud di Israele, come Ashkelon, Sderot, Gan Yavne e Ashdod. Non si ha notizia di vittime e neppure di danni.

CARRI ARMATI E SOLDATI AL CONFINE - Israele ha deciso nella riunione di governo la mobilitazione di migliaia di riservisti. Lo Stato ebraico ha minacciato dopo due giorni di raid aerei di sferrare anche un’offensiva via terra nella Striscia di Gaza controllata dal movimento radicale Hamas. Secondo fonti militari, riferite dal quotidiano Haaretz, centinaia di soldati israeliani della fanteria con mezzi blindati hanno raggiunto la frontiera sud di Israele per prepararsi a un’eventuale invasione terrestre. «Un’operazione militare terrestre contro Hamas è possibile», ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak. Il primo ministro israeliano, Ehud Olmert, entrando alla riunione di governo, aveva affermato che la durata dell'operazione «non è prevedibile».

GLI ULTIMI RAID - L’aviazione israeliana ha condotto nuove incursioni aeree contro la zona meridionale della Striscia. Ha colpito una trentina di obiettivi di Hamas, fra cui comandi militari, depositi di armi e postazioni per il lancio di razzi. Lo riferisce la radio militare secondo cui dall'inizio della operazione "Piombo fuso" - avviata sabato - l'aviazione ha colpito 240 obiettivi diversi. Nei raid è stato centrato anche un camion cisterna nei pressi del valico di Rafah, alla frontiera con l’Egitto. Il camion ha preso fuoco provocando incendi nelle abitazioni circostanti. La radio di Hamas, che controlla la Striscia di Gaza, ha parlato di numerosi morti e feriti. Bombardati anche una serie di tunnel usati per contrabbandare beni e armi tra la Striscia di Gaza e l'Egitto. Da Tel Aviv, una fonte militare israeliana si è limitata a confermare che «gli attacchi contro le basi di Hamas nella Striscia di Gaza continuano». La stessa fonte ha precisato che l’aviazione israeliana ha continuato a condurre nella notte «un certo numero di incursioni, in particolare contro una moschea della zona di Rimal, nella città di Gaza, dove si nascondevano terroristi». La radio pubblica israeliana ha parlato di una ventina di incursioni dell’aviazione lanciati nella notte contro la Striscia di Gaza.

FATAH ACCUSA HAMAS PER LA MORTE DEI DETENUTI - Nei bombardamenti israeliani su due penitenziari a Gaza, al-Mashtal e a-Saraya hanno trovato la morte decine di militanti di al-Fatah detenuti da Hamas. Lo ha detto alla agenzia di stampa palestinese Maan un portavoce di al-Fatah in Cisgiordania, Ahmed Abdel Rahman. Secondo Abdel Rahman la loro morte avrebbe potuto essere evitata se fossero stati liberati per tempo. Al contrario, secondo al-Fatah, «i miliziani di Hamas hanno tenuto a bada i reclusi di al-Fatah, li hanno minacciati con le armi e li hanno rinchiusi in unico locale», dove poi sono stati colpiti.

PALESTINESI IN FUGA - Intanto centinaia di palestinesi della Striscia di Gaza, in fuga dai bombardamenti israeliani, hanno aperto una breccia lungo la frontiera con l’Egitto. I responsabili della sicurezza egiziana hanno detto che permetteranno ai palestinesi entrati in Egitto di comprare generi di prima necessità e poi li faranno rientrare nella Striscia.

APPELLO DELL'ONU: FINE DELLE ATTIVITA' MILITARI - Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha lanciato un appello alla fine di tutte le attività militari. Si tratta, secondo la prassi del massimo organo dell'Onu spesso seguita in simili casi, di una dichiarazione del presidente del Consiglio stesso, il rappresentante croato Neven Jurica. La richiesta non ha valore vincolante. Nella dichiarazione si sottolineano «le necessità umanitarie ed economiche della popolazione di Gaza». Si chiede pertanto alle parti interessate di intraprendere tutte le misure utili ad assicurare agli abitanti della Striscia cibo, carburante e medicine a sufficienza. Tra questa misure è inclusa anche l'apertura del confine tra lo Stato ebraico e il territorio palestinese.

ABBAS AL CAIRO - Il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp), Mahmud Abbas (Abu Mazen) è arrivato nelle prime ore di domenica al Cairo, per riferire al presidente egiziano, Hosni Mubarak, sulla situazione nei territori palestinesi dopo il più pesante attacco aereo mai realizzato da Israele dal 1948. Tanto Abu Mazen che Mubarak sabato avevano condannato l'azione militare israeliana. Il primo ha definito l'attacco «vile» e ha parlato di «massacro a Gaza». Il rais egiziano ha affermato che continueranno i contatti per riprendere la tregua scaduta il 19 dicembre, anche in vista della scadenza del mandato di Abu Mazen alla presidenza palestinese fissata per il 9 gennaio. Una riunione dei ministri degli esteri arabi che era stata convocata d'urgenza dalla Lega Araba al Cairo è stata rinviata a mercoledì, mentre per venerdì è stato confermato a Doha, Qatar, un vertice straordinario dei capi di stato arabi.
PROTESTE ARABE - Ampie manifestazioni contro l'offensiva militare israeliana si sono tenute in Libano, Giordania, Siria e nello Yemen. A Beirut la polizia anti sommossa è intervenuta con idranti e lacrimogeni per disperdere le centinaia di persone che protestavano davanti all'ambasciata egiziana lanciando pietre. Altre migliaia di persone hanno manifestato in Libano davanti alla sede dell'Onu a Beirut, nella città meridionale di Nabatieh e nei campi profughi palestinesi della valle della Bekaa. Anche ad Amman la protesta si è concentrata davanti all'ambasciata dell'Egitto, accusato di non voler aprire il valico di Rafah. Migliaia di manifestanti, fra cui esponenti del Fronte di Azione Islamico, hanno chiesto che Egitto e Giordania rompano i rapporti con Israele. Nello Yemen circa 80mila persone hanno protestato contro il raid israeliano nello stadio di calcio di Sana'a e altre migliaia hanno manifestato in diverse città del paese. A Damasco migliaia di siriani hanno marciato gridando slogan di protesta contro Israele e mostrando ritratti del presidente Bashar al Assad. Sono state anche bruciate bandiere americane.

(fonte: corriere.it)

POLITICA - ESTERI

L'attacco dopo i ripetuti lanci di razzi dei giorni scorsi

Offensiva israeliana su Gaza
«I morti sono 225»

Missili contro le strutture di Hamas. La reazione: «Risponderemo in tutti i modi»

L'attacco a Gaza (Afp)

L'attacco a Gaza (Afp)

GAZA - La durissima offensiva israeliana contro Hamas è arrivata dal cielo: una serie di raid aerei lanciati dalla mattina hanno colpito il porto, le caserme di polizia e le sedi della sicurezza a Gaza. Poi l'attacco è proseguito in altre zone della Striscia. Obiettivi distrutti, ma il bilancio è gravissimo: fonti mediche parlano di 225 morti e 400 feriti, tra i quali anche donne e bambini. Tra le vittime il capo della polizia, Tawfiq Jabber, e il Capo della Sicurezza, Ismail al Jaabary. Dopo alcune ore di pausa, e con l'arrivo del buio, i raid dell'aviazione israeliana sono ripresi nel sud della Striscia di Gaza. In particolare, i caccia hanno colpito un'officina meccanica ad ovest della città di Khan Younis ed un centro media di Hamas.

LE IMMAGINI - La tv satellitare Al Jazeera ha mostrato le immagini di decine di palestinesi riversi sul terreno. Uno dei corrispondenti ha parlato di «una situazione terrificante». Secondo quanto riferisce l'inviato della tv 'al-Arabiya', i raid aerei israeliani hanno causato il ferimento di diversi bambini colpiti mentre si trovavano all'interno della loro scuole o nei dintorni.

Guarda il video - L'attacco israeliano contro Hamas nella Striscia di Gaza

ISRAELE: «E' SOLO L'INIZIO. ANCHE OPERAZIONI DI TERRA» - Le forze armate dello stato ebraico hanno fatto sapere di aver colpito per «fermare gli attacchi terroristici» su Israele e di essere preparate ad «andare avanti. Questo è solo l'inizio». Israele in serata ha precisato di non voler accettare nessun cessate il fuoco. Il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha dichiarato che «è giunta l'ora di combattere» per porre fine al fuoco di razzi da Gaza sulla popolazione israeliana. «Da mesi - ha continuato Barak - le forze armate avevano avuto l'ordine di prepararsi all'operazione». «Non voglio illudere nessuno - ha concluso il ministro - non sarà una cosa facile e nemmeno breve». Secondo fonti militari israeliane ufficiali citate dalla tv araba al Jazira, «l’offensiva su Gaza durerà per lungo tempo e non esclude che l’Esercito ricorra alle truppe terrestri» per effettuare incursioni all’interno della Striscia.

Feriti a Gaza (Reuters

OLMERT: «I NEMICI NON SONO I PALESTINESI» - Israele non considera nemica la popolazione di Gaza, alla quale continuerà ad assicurare il proseguimento degli aiuti umanitari, ma è contro Hamas, che da giorni «cercava lo scontro con Israele». Lo ha affermato sabato sera il premier israeliano Ehud Olmert, in una conferenza stampa, nel corso della quale ha detto che l'operazione militare a Gaza potrà richiedere diverso tempo per conseguire i suoi obiettivi di sostanziale cambiamento della situazione nel sud di Israele e ha esortato la popolazione nelle aree sotto tiro dei razzi ad avere pazienza e tenacia. Nei prossimi giorni, ha avvertito, i lanci di razzi potrebbero intensificarsi e colpire obiettivi in Israele situate a distanze ancora maggiore da quelle attuali.

HAMAS: «TERZA INTIFADA»- Come rappresaglia, Hamas ha sparato alcuni razzi dal territorio palestinese contro il sud dello stato ebraico, dove è stato dichiarato lo stato di allerta. La popolazione è stata invitata a non uscire in strada e a restare in aree protette o vicino a rifugi. Secondo fonti mediche, una donna israeliana è morta a Netivot. Altre due persone sono rimaste ferite. Hamas ha «ordinato alle Brigate Ezzedine al Qassam di rispondere all'aggressione degli occupanti in tutti i modi». «Il mondo rimarrà sorpreso della nostra risposta all'aggressione degli occupanti» ha detto Fawzi Barhoum, esponente del movimento estremista islamico. «Ora le Brigate Ezzedine al Qassam - ha aggiunto - hanno le mani libere per rispondere con tutti mezzi di cui possiede, inclusi i missili a lunga gettata e le azioni di martirio. Abbiamo la forza per controbilanciare questo terrorismo». Un appello simile è stato lanciato dalla Jihad islamica: «Tutti i combattenti hanno ricevuto l'ordine di rispondere al massacro perpetrato da Israele». Il leader politico di Hamas, Khaled Meshaal, ha invocato una «terza Intifada». Meshaal ha esortato i palestinesi a scendere in campo per una «intifada militare contro il nemico sionista».
Audio - L'attacco era preparato da mesi di Francesco Battistini

LE REAZIONI - L'Autorità nazionale palestinese, dalla Cisigiordania, ha chiesto a Israele di interrompere «immediatamente e senza condizioni» la sua «aggressione contro la Striscia di Gaza». Anche l'Egitto ha condannato l'operazione israeliana. E subito dopo l'attacco, l'Iran ha confermato che manderà la sua prima nave di aiuti destinati alla Striscia di Gaza malgrado il blocco navale israeliano.

LANCI DI RAZZI - Da giorni le autorità dello stato ebraico avevano anticipato l'intenzione di colpire Hamas dopo i ripetuti lanci di razzi in territorio israeliano dalla fine della tregua del 19 dicembre. E così, dopo l'escalation di attacchi con i razzi Qassam contro le comunità israeliane nel Negev occidentale, i jet si sono levati in volo per colpire simultaneamente le installazioni del gruppo integralista palestinese, che dal giugno 2007 ha il pieno controllo della Striscia. I vertici dell'esercito intendono ora esaminare la situazione dopo i raid aerei, prima di decidere sulla prossima fase dell'operazione. Il governo israeliano ha intanto reso noto che la decisione di condurre un'operazione contro la Striscia di Gaza è stata presa il 25 dicembre. «In seguito alle violazioni dell'accordo di tregua da parte di Hamas e i continui attacchi contro i cittadini nel sud d'Israele, il gabinetto nazionale di sicurezza ha deciso mercoledì 25 dicembre d'impartire istruzioni alle forze di difesa perché agissero per metter fine ai lanci di missili e gli attacchi terroristici provenienti da Gaza», si legge in un comunicato dell'ufficio del primo ministro, Ehud Olmert.

(fonte: corriere.it)

CRONACA - ITALIA

Un incendio devasta il monatero buddista di Pomaia, in provincia di Pisa

Le fiamme hanno sfondato anche il tetto del monastero oltre ad aver distrutto preziosissimi testi tibetani molto antichi. I monaci escludono che le fiamme si siano originate dalle candele

I Vigili del fuoco al monastero buddista di Pomaia

I Vigili del fuoco al monastero buddista di Pomaia

Un grosso incendio devasta buona parte del monastero buddista di Pomaia, in provincia di Pisa, uno tra i più importanti d'Europa. L'incendio, probabilmente innescato da un corto circuito, ha distrutto la sala grande di meditazione e moltissimi incunaboli, testi antichi e statue. Non ci sono feriti. I vigili del fuoco hanno circoscritto l' incendio e provveduto a isolare la zona. L'ala est del monastero è stata chiusa perchérisulta inagibile.


Purtroppo il danno è di considerevole entà: si parla di una cifra di oltre un milione di euro. Infatti le fiamme hanno sfondato anche il tetto del monastero oltre ad aver distrutto preziosissimi testi tibetani molto antichi. I monaci hanno spiegato che molte delle cose distrutte, tra cui alcune centinaia di testi, non hanno prezzo come, appunto, i libri con i discorsi di Buddah, alcuni unici, una quarantina di tanke, cioè i dipinti della storie del Buddah tra cui una risalente al 1800, oltre all'altare e numerose statue.

I monaci escludono che si sia trattato di fuoco provocato da candele perchè in quella sala, per motivi di sicurezza, candele non ne vengono più accese da tempo.
Sono oltre 25 i monaci che vivono nel monastero, tra loro il presidente dell' istituto Lama Tzong Khapa, il monaco Raffaello Longo: "Saremo costretti a fare un appello perchè i danni sono ingentissimi e non ce la possiamo fare da soli a ristrutturare il monastero. Domani doveva cominciare il master per gli studenti che vengono qui da tutto il mondo e non sappiamo come fare". I responsabili dell' istituto Lama Tsong Khapa hanno aperto un conto corrente per eventuali donazioni che li aiutino a ricostruire la parte del monastero andata distrutta.
Al momento dell'incendio erano presenti pochi volontari. Molti dei normali frequentatori dell'istituto, infatti, erano fuori per le festività ma domani sono attese 120 persone che avrebbero dovuto pernottare nel monastero una settimana per frequentare il corso di buddismo. "Ci stiamo organizzando - ha detto Raffaello Longo, presidente dell'istituto - per sistemare gli ospiti in qualche struttura ricettiva della zona. Le lezioni si svolgeranno in palestra. Abbiamo subito un danno grande,non sarà facile porvi rimedio".

Il Dalai Lama si è recato in visita al monastero di Pomaia sette volte. Con Tenzin Ghiatso vi è salito anche Richard Gere e molti altri personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura che aderiscono alla dottrina tibetana. I monaci, sui loro nomi, oppongono una ferrea privacy limitandosi a sottolineare che molti frequentano sia il monastero che il master di cinque anni di approfondimento della "scienza della mente". Tra gli ospiti illustri anche alcuni dei tutori del Dalai Lama. Tra loro, Ling Rinpoce, uno dei Lama più accreditati.

(fonte: repubblica.it)

TECNOLOGIA - INTERNET

Gb, web nel mirino del governo
Ci vuole il "vietato ai minori"

Il ministro della Cultura: "Un mondo pericoloso". Cercherà un accordo con Obama per limitare i siti in lingua inglese
dal nostro inviato CRISTINA NADOTTI

Gb, web nel mirino del governo Ci vuole il "vietato ai minori"

 

LONDRA - Dice che non è una campagna contro la libertà di espressione, ma intanto chiede una vera e propria censura per Internet. L'ultimo di una lunga serie di attacchi alla libertà e all'essenza stessa della rete arriva dal ministro della Cultura britannico Andy Burnham che, con un'affermazione degna della caccia alle streghe, bolla Internet come "qualcosa di molto, molto complesso e un mondo piuttosto pericoloso" e annuncia un piano per valutare i siti con lo stesso sistema dei film: "vietato ai minori di".

In una intervista al quotidiano The Daily Telegraph il ministro laburista si lancia in una crociata che vede in Internet un vaso di Pandora da richiudere al più presto. "Sono categorico in proposito - dice Burnham - su Internet si possono trovare contenuti che considero inaccettabili, quali, ad esempio, una decapitazione". Per riportare quelli che definisce "criteri di decenza" in rete, Burnham progetta di arruolare alla sua causa anche Obama. "Parlerò con la nuova amministrazione appena il presidente sarà ufficialmente in carica - annuncia - per definire degli standard comuni per i siti di lingua inglese. Un'opzione potrebbe essere quella di chiedere ai provider di indicare chiaramente se il materiale coontenuto nei siti è adatto a certe fasce di età". In pratica, così come accade per film e videogiochi, alcuni siti dovrebbero riportare la scritta "non adatto ai minori di..".

Burnham è consapevole che le sue proposte alimenteranno ancora il dibattito sull'accessibilità di Internet e sui tentativi arrivati da più parte di controllare un mezzo che fa della libertà di espressione una delle sue caratteristiche intrinseche. "Non si tratta affatto di una campagna per limitare la libertà di espressione - dice il ministro - è piuttosto il tentativo di dare risposte a un problema che interessa molte persone, perché le mette a repentaglio. Dobbiamo dare ai genitori più possibilità per capire che cosa fanno i loro figli sulla rete, quali siti consultano e chi c'è dietro di essi. In questo momento non c'è alcuna garanzia in proposito".

Tra le prime misure annunciate dal ministro della Cultura, l'imposizione a grandi provider come British Telecom, Tiscali, Aol e Sky di offrire servizi internet in cui gli unici siti accessibili sono quelli adatti anche ai bambini. "Se guardiamo agli esordi di Internet - spiega Burnham - vediamo che chi creò la rete aveva come obiettivo dichiarato di avere uno spazio al quale i governi non avessero accesso. Credo che sia venuto il momento di riconsiderare tali affermazioni". Il governo si erge infine a paladino delle persone diffamate da Internet e annuncia assistenza legale per coloro che hanno visto la loro reputazione minacciata da contenuti online. Tra le misure anche una legge per imporre a siti come Facebook e youTube di rimuovere immediatamente contenuti ritenuti offensivi o dannosi, senza bisogno di un'azione legale. A chi spetti il ruolo di giudice, per decidere immediatamente che quei contenuti sono da rimuovere, Burnham non lo dice.

(fonte: repubblica.it)

12/10/2008

SPETTACOLO - ITALIA

Il centrodestra aveva attaccato il giornalista: "Ospiti di sinistra"
Il presidente di viale Mazzini: "Intervista realizzate con grande attenzione"

Rai, Petruccioli difende Fazio
"E' il Letterman italiano"

Rai, Petruccioli difende Fazio "E' il Letterman italiano"

Fazio e Luciana Litizzetto

ROMA - "Non esiste un caso Fazio. Lui è il nostro Letterman". Il presidente della Rai, Claudio Petruccioli, scende in campo in difesa del conduttore di Che tempo che fa attaccato dal centrodestra che lo ha accusato di essere troppo schierato con l'opposizione. E lo fa paragonandolo al prestigioso giornalista americano che condice da anni un programma seguitissimo.

Parole pronunciate davanti lavori della commissione di Vigilanza Rai, dove oggi è si è presentato con il direttore generale Claudio Cappon. "Quelle di Fazio sono interviste realizzate con grande attenzione e legate ai fatti. Alla fine del ciclo si potrà giudicare sull'equilibrio. Ma devo dire che a Fazio è stato rinnovato da poco il contratto per i prossimi anni dal consiglio di amministrazione di Viale Mazzini con un solo voto contrario" dice il presidente Rai. Che assicura: "Sono assolutamente convinto che questi ultimi anni nella storia della Rai potranno essere iscritti come anni nei quali c'è stato più pluralismo".

Durissima l'Idv: "Il clima di intimidazione nei confronti dei giornalisti è la conferma che la vigilanza Rai è ormai ridotta a semplice depandance della villa di Arcore" attacca l'Italia dei valori.

(fonte: repubblica.it)

11/22/2008

SPAZIO

ENDEAVOUR, NASA SODDISFATTA

WASHINGTON - Nonostante una borsa degli attrezzi (del valore complessivo di 100 mila dollari) vaghi da tre giorni nello spazio, persa nel corso della prima passeggiata spaziale intorno a ISS, la Nasa si è detta soddisfatta di come sta procedendo la missione Endeavour attualmente in corso. Finalizzata in primo luogo a dotare la stazione spaziale internazionale ISS di una macchina per il riciclaggio delle urine in acqua potabile, la missione si sta svolgendo come previsto e nonostante l'inconveniente occorso due giorni fa all'astronauta Heidemarie Stefanyshyn-Piper, nel corso della seconda passeggiata spaziale lei e Shane Kimbrough hanno portato a termine senza problemi il lavoro di manutenzione . Il loro compito consisteva sia nella pulitura e nella lubrificazione degli ingranaggi che regolano il Solar Alpha Rotary Joint (Sarj), il complesso meccanismo dei pannelli solari di ISS; sia nella verifica di meccanismi necessari al riposizionamento della stazione per consentire l'attraccaggio della prossima missione della Soyuz. In tutto la passeggiata è durata 6 ore e 45' minuti e ogni operazione si è svolta regolarmente. "Questa volta fortunatamente non ho perso niente" ha detto al centro di controllo l'astronauta Stefanyshyn-Piper prima di rientrare nella stazione ISS con la borsa degli attrezzi ben assicurata a sé.
La seconda della quattro passeggiate spaziali previste si è svolta nel giorno del decimo anniversario di ISS, e per questo dal centro di controllo sono arrivati via radio una serie di 'Happy Birthday' ai dieci astronauti che in questi giorni si trovano nella stazione. Nel frattempo è ricomparso il secondo dei due ragnetti che erano stati inviati sulla Stazione per una serie di osservazioni e che da qualche giorno era dato per disperso. Il ragno è ricomparso e secondo quanto riferito dagli astronauti sembra essere in buona salute. Così come il compagno, che nei primi giorni della missioni aveva costruito all'interno della gabbietta delle strane ragnatele in forma tridimensionale, totalmente diverse da quelle che è abituato a costruire sulla Terra. Dopo alcuni giorni di adattamento nello spazio ora è come se fosse rinsavito: la sua ragnatela adesso è tornata ad essere perfetta. Gli astronauti hanno realizzato un video al riguardo e lo hanno inviato al centro di controllo.

(fonte: ansa.it)

11/21/2008

POLITICA - ESTERI

Il NYT: la ex first lady ha accettato. La nomina ufficializzata dopo Thanksgiving
Il neopresidente sceglie l'italoamericana Napolitano per la posizione chiave della Sicurezza

Hillary al posto di Condy Rice
Geithner segretario al Tesoro

Hillary al posto di Condy Rice Geithner segretario al Tesoro

Hillary Clinton con Barack Obama

WASHINGTON - Hillary Clinton sarà il nuovo segretario di Stato nel governo di Barack Obama. Dopo le indiscrezini sempre più insistenti, secondo il New York Times la ex first lady e candidata democratica alla Casa Bianca ha detto sì all'offerta del neopresidente. Prenderà il posto di Condoleezza Rice. Secondo la Cnn la nomina sarà ufficializzata dopo giovedì prossimo, giorno del Thanksgiving, la festa del Ringraziamento, molto sentita negli Stati Uniti. Anche il segretario al Tesoro ha un nome: quello di Timothy Geithner, presidente della Fed New York, che succede a Henry Paulson.

La nomina per la senatrice di New York si sarebbe definitivamente sbloccata dopo che il marito, l'ex presidente americano Bill Clinton, ha accettato che tutte le attività future legate alle sue fondazioni siano sottoposte a controllo dallo staff di Obama per evitare che sorgano problemi di conflitto di interessi.
Intanto, ieri è stata riempita un'altra casella chiave del gabinetto di Obama: per la delicata posizione del ministero per la Sicurezza interna, il presidente eletto ha scelto l'italo-americana Janet Napolitano. La governatrice dello Stato dell'Arizona, democratica, sostenitrice di Obama durante la sua campagna elettorale, era già stata indicata nella ristretta lista dei papabili a entrare nella squadra di governo.

Una carriera in ascesa e puntellata da incarichi prestigiosi quella di Janet Napolitano, 50 anni: nel 2006 è stata eletta per un secondo mandato come governatrice dell'Arizona, lo Stato del senatore repubblicano John McCain sconfitto da Obama nella corsa alla Casa Bianca. Era già stata Procuratore generale dello stato dell'Arizona e procuratore generale federale, la prima donna per entrambe le cariche.

Nel partito democratico ha guadagnato popolarità a partire dal suo intervento alla convention del 2004 (la stessa in cui si distinse l'allora giovane senatore nero dell'Illinois Barack Obama). Nel 2006 divenne la prima governatrice a presiedere l'Associazione nazionale dei governatori. La prima volta che Janet Napolitano si distinse a livello nazionale risale al 1991, in quanto avvocato in un noto processo per molestie sessuali che vedeva imputato un giudice della Corte Suprema.

(fonte: repubblica.it)

 
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ArU Amatowrote:
stavo cercando informazioni sul tibet è ho trovato il suo blog...fantastico...il mio esame di 3 media verrà meglio grazie a lei...
Feb. 6
owrote:
ciao complimenti per il blog che parla di tuutto e sopratutto e vicino alle persone e ai problemi reali ti lascio l'invito come amico e ti auguro una buona serata a presto
Oct. 24

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Oct. 19
ciao a tutti blog bravo ciao ciao ;)
Oct. 6
Chiarawrote:
la frase di Sciascia sul tuo profilo mi ha lasciata senza parole..forse perchè esprime il concetto chiave che cerco di trasmettere con il mio space!
se ti va vienimi a trovare.. intanto ti aggiungo ai miei amici, spero accetterai ;)
baci, Chiara
Sept. 26

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